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Lettera aperta di Aldo Ragni

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segretario DS Vieste e capolista nazionale dei Democratici per Enrico Letta nel collegio del Gargano

Carissimi,

Domenica prossima, 14 ottobre, nasce il Partito Democratico.

 Un partito nuovo che riunisce le storie e le culture di chi proviene dall'esperienza dei DS e della Margherita e di chi, pur non riconoscendosi in questi due partiti, si riconosce in un progetto unitario di centrosinistra come è quello dell'Ulivo. Il Partito Democratico nasce con una formula che non ha precedenti in Europa e forse nel mondo, e cioè non dall’accordo tra poche persone ma dal coinvolgimento di chiunque vorrà partecipare a delle elezioni primarie che si terranno proprio Domenica prossima per scegliere, senza che questo comporti in alcun modo una forma d’iscrizione, il candidato alla carica di Segretario Nazionale e Regionale del nuovo partito ed i delegati all’assemblea costituente, cioè i primi dirigenti democraticamente eletti del nuovo partito.

 Ho scelto, insieme ad un nutrito gruppo di amici e compagni, di sostenere Enrico Letta.

 Letta, infatti, è una personalità giovane che consente al centrosinistra di svecchiare e rinnovare la sua immagine e di portare alla guida del Partito Democratico una nuova generazione di dirigenti.

 Quando con i congressi dei DS e della Margherita della scorsa primavera decidemmo di fare il nuovo partito dicemmo anche che questa era l'occasione per proiettare una nuova classe dirigente.

 Le liste che sostengono Enrico Letta in tutta Italia hanno candidati con un'età media di 35 anni, se le nostre liste non avranno successo il rischio è di avere un Partito Democratico già vecchio.

 Con questo non voglio assolutamente dire che bisogna mandar via i vecchi dirigenti, anzi; ma che c'è un tempo per tutti, perchè ognuno di noi ha una sua funzione in un determinato periodo della sua vita. Costruire il nuovo partito è una responsabilità che deve ricadere anzitutto sulle nuove generazioni con il forte sostegno, ovviamente, di chi protagonista è stato ma in altre stagioni.

 In diversi si sono meravigliati del fatto che io, il segretario cittadino dei DS, sostenga Enrico Letta.

 Una cosa deve essere chiara: Letta non è il candidato della Margherita e Veltroni non è il candidato dei DS. Chi ragiona ancora in questi termini non solo viaggia su un binario morto perchè non ha capito che stiamo facendo il Partito Democratico dove sia Letta che Veltroni, come la Bindi, sono candidati a fare il segretario ma lavora contro il Partito Democratico perchè fa rimanere in piedi barriere che non ci sono più. Sono consapevole del fatto che mi è stata data una grande opportunità: essere il capolista nazionale dei Democratici per Enrico Letta nel collegio del Gargano. Non è solo un’opportunità per me, credo sia un’opportunità per l’intera sezione di Vieste del Partito Democratico avere un proprio dirigente all’assemblea costituente nazionale del nuovo partito.

 Non che ritenga scontata la mia elezione ma il meccanismo di queste primarie prevede il sistema delle liste bloccate, nel senso che ad ogni candidato segretario è collegata una lista di candidati del territorio che risulteranno eletti non attraverso le preferenze, purtroppo, ma in base alla posizione nella lista. Questo significa che essendo io il capolista le possibilità di una mia elezione sono molto concrete in quanto anche se dovesse essere attribuito un solo seggio su quattro alla lista di Enrico Letta, l’eletto è il capolista. Insieme a me, è candidata all’assemblea costituente regionale, dove sosteniamo la candidatura a segretario del sindaco di Bari Michele Emiliano, la dottoressa Michela Mazzone, presidente del coordinamento cittadino della Margherita. Si comprende bene con queste candidature quanto sia reale il processo di rinnovamento messo in moto con la lista de I Democratici per Enrico Letta. Mi ha colpito molto una frase di Bob Kennedy che diceva più o meno così: ci sono uomini che guardano alcune cose e, ammirati, si chiedono il perchè. Ce ne sono altri invece che immaginano le cose che potrebbero esserci e si chiedono: perchè no? Veltroni rappresenta sicuramente il presente del Partito Democratico ma Enrico Letta ne rappresenta il futuro, e mi piace molto di più immaginare il futuro.

 

Aldo Ragni


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