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PEDOFILIA? A TRANI SI STUDIA COME PREVENIRLA

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"Sembra un gioco..", in realtà è il nome di un progetto destinato agli alunni di terza, quarta e quinta elementare, ora scuola primaria, di Trani, che ha un obiettivo preciso: aiutare i bambini a comprendere le situazioni a rischio d'abuso, le strategie di riconoscimento dei pedofili e le tecniche di contrasto. Un progetto dell'Amministrazione comunale di Trani e del Corpo di Polizia Municipale di Trani, in esclusiva della C-Cube s.r.l. coadiuvata dal Master in Scienze Forensi dell'Università "La Sapienza" di Roma e dall'Insegnamento di Pedagogia Sociale dell'Università di Salerno. Si tratta di un'attività d'aula – dice Andrea Lovato, assessore alla pubblica Istruzione di Trani – da realizzare in collaborazione con esoerti del settore, fra cui psicologi, criminologi, formatori e docenti altamente qualificati. "Sembra un gioco" è figlio di un progetto pilota denominato Mal@amore relativo al contrasto delle condotte comportamentali che colpiscono i sex offenders, i molestatori. I pedofili spesso sono pazienti psichiatrici – dice la prof.ssa Simonetta Costanzo – che hanno bisogno di cure e di riabilitazione. Invece il problema dei bambini, vittime di pedofili, è soprattutto: la famiglia. "Se la famiglia fosse più attenta e vicina ai suoi figli – dice il prof. Francesco Bruno criminologo dell'Università Sapienza di Roma – ci sarebbero più possibilità di prevenire forme di pedofilia spesso nascoste e non comprese dai bambini stessi".


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