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San Pio – Il “giallo” della Mercedes

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Una casa d'aste – per conto dell'ultimo proprietario che dice di vuole effettuare un'operazione di beneficenza – ha messo in vendita un'auto «appartenuta a Padre Pio». Ma i Cappuccini smentiscono…

Certo, è difficile immaginare San Pio, il santo delle stimmate, alla guida o a bordo di una Mercedes Benz del 1959. Ma per la casa d’aste internazionale “Coys” che metterà in vendita la vettura a fine ottobre a Padova, l'auto vale milioni di euro proprio perché il santo ne sarebbe stato il primo proprietario. L’avrebbe ricevuta in dono da una famiglia beneficiata da un suo miracolo.
Ai frati cappuccini di San Giovanni Rotondo, confratelli del Santo, la cosa suona nuova: «Non risulta che Pare Pio abbia mai posseduto automobili – dice il loro portavoce, Stefano Campanella – anche perché vincolato dal voto di povertà. D’altronde è prassi comune, in simili transazioni – sottolineano – che l’onere di provare l’appartenenza dell’oggetto a un proprietario così straordinario, gravi sul proponente la vendita».
Le due versioni, in effetti, potrebbero non essere incompatibili. Secondo “Coys”, infatti, la vettura fu regalata a Padre Pio dalla famiglia che gli era grata, ma dopo di lui ebbe altri tre proprietari. Il secondo ad entrarne in possesso sarebbe stato un operaio, Domenico Cristiani (di 76 anni) che attualmente vive a Bari, e che nel 1963 si trovava a San Giovanni Rotondo per un lavoro. L’uomo notò la vettura (che evidentemente non veniva usata) parcheggiata in un granaio in un podere governato dai frati cappuccini e chiese di acquistarla. Seppe così che apparteneva a padre Pio il quale andò a parlare con lui. Secondo il racconto di “Coys”, quando il frate lo vide, lo squadrò dall’alto in basso, decise «che Domenico era una brava persona» e gli regalò la macchina.
Cristiani rimase in possesso della Mercedes per 11 anni e poi la vendette a Francesco Tripoli, oggi ottantaseienne, che la restaurò e la tenne per altri due anni prima di venderla all’attuale proprietario, Giuseppe Favia. Questi decise di comprarla dopo averla vista in fotografia, senza conoscerne la storia che gli fu raccontata solo dopo. «Mi ha dato un immenso piacere possedere la macchina – racconta Favia – ma ora ho deciso di venderla e fare una donazione ai bambini bisognosi. Penso che questo avrebbe voluto Padre Pio».
“Coys” prevede che milioni di persone saranno interessate alla vendita dell’automobile. Secondo il direttore manageriale dell’asta, Chris Routledge, la vettura «è una delle più originali che ci sia mai capitato di vedere» e ha «creato un enorme interesse non solo fra i collezionisti di macchine di tutto il mondo ma anche tra le persone interessate alla vita del Santo che ha milioni di seguaci». «Ci hanno chiesto di vendere macchine possedute e guidate da persone famose – dice ancora compiaciuto – ma mai da un santo e crediamo che questo sia un avvenimento senza precedenti al mondo». Difficile smentirlo.


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