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Vieste-PROVVEDIMENTI CONTRO IL RANDAGISMO

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Lo scottante tema è passato dai microfoni di OndaRadio ai banchi del Palazzo di Città

Il fenomeno del randagismo canino ha raggiunto a Vieste livelli davvero preoccupanti. Negli ultimi mesi sono stati davvero tanti gli episodi di residenti e turisti azzannati da cani che in branco presidiano ormai diverse aree della città. Sabato scorso 13 ottobre OndaRadio ha dedicato uno speciale sul tema del randagimso, viste anche le tante (e giustificate) sollecitazioni giunte da cittadini che, esasperati dalla situazione, chiedono risposte concrete per quella che sempre più si profila come una vera e propria emergenza. Il dibattito sul randagismo canino giovedì mattina 18 ottobre si è trasferito in Municipio in incontro apposito.

Nello speciale radiofonico gli ospiti in studio, Bartolo Baldi veterinario dell'Asl ed Antonio D'Errico assessore comunale all'Ambiente, hanno esposto ognuno per il proprio settore lo situazione con cui ci si deve confrontare. Così D'Errico ha spiegato che, a fronte di un impegno finanziario non di poco conto da parte del Comune, quasi 140 mila euro all'anno per dare ospitalità a 70 cani come spazio rifugio e ad altri 7 come spazio sanitario presso un canile privato locale convenzionato, nell'abitato si riscontra un gran numero di cani con crescente disagio per la popolazione. Il veterinario Baldi ha evidenziato l'attività svolta negli anni dal servizio veterinario per la cura e la sterilizzazione dei cani a fronte di una normativa che ha richiesto da parte degli Enti locali e delle strutture sanitarie un impegno finanziario ben maggiore rispetto al passato.

Al di là della situazione contingente, si è evidenziato come in prospettiva futura sia indispensabile una maggiore collaborazione da parte dei cittadini, per prima cosa nel contribuire ad incrementare l'anagrafe canina, per il censimento degli animali, provvedendo a fornire di chip il proprio cane in maniera che possa sempre essere identificato. Bisogna, in secondo luogo, sollecitare la popolazione e contrastare con gli opportuni deterrenti sul fenomeno dell'abbandono in strada degli animali in genere, fra le fonti principali dell'aumento della popolazione di randagi nell'ambito urbano. Per tale azione l'assessore D'Errico ha spiegato di aver programmato tale attività con il comando della Polizia Municipale che è dotata dell'opportuna attrezzatura, la cosiddetta "pistola", per la verifica della microchippatura.

Nell'immediato, per ovviare all'afflusso di cani ormai anche in pieno centro cittadino, si è prospettato di regolamentare le modalità di somministrazione di cibo da parte dei volontari, attività ora effettuata in maniera spesso indiscriminata in ogni ambito, individuando opportunamente allo scopo delle aree limitrofe all'abitato in modo da evitare il progressivo stazionamento dei branchi di randagi in città con possibili rischi per la pubblica incolumità.

Nell’incontro in Municipio, oltre a D'Errico e Baldi, erano presenti il sindaco Ersilia Nobile, con il dirigente comunale del settore Ambiente Luigi Vaira, il responsabile per i servizi veterinari del comprensorio Vincenzo Fini, il responsabile territoriale del dipartimento di prevenzione dell'Asl Luigi Urbano.
All'inizio l'assessore D'Errico ha fatto il quadro della situazione, prospettando le iniziative che intende attuare. Ovvero, l'incentivazione dell'anagrafe canina promuovendo fra i possessori di cani la microchippatura anche con controlli da parte dei vigili urbani; l'aumento dell'attività di strerilizzazione dei cani con un aumento di 5 posti, per un totale di 12, presso il canile sanitario; la programmazione di incontri mensili con tutte le componenti interessate per monitorare la situazione.

Per l'ambito veterinario Vincenzo Fini ha spiegato che non esiste una soluzione definitiva ma vanno intrapresi diversi percorsi che comprendono l'attività di ricovero in canile per i soggetti meno socievoli, quella di sterilizzazione e di reimmissione in libertà a rotazione per gli animali presenti sul territorio ed, infine, l'incentivazione dell'affido con forme di sovvenzione una tantum.

Visti gli oneri economici che il Comune deve sopportare, Luigi Urbano ha posto l'accento sull'aspetto delle strutture di accoglienza portando ad esempio quanto ha realizzato a San Severo dall'Enpa, una delle associazione a livello nazionale di protezione degli animali. Nell'occasione era presente all'incontro Nunzio Cascavilla, presidente dell'Enpa per l'area dell'Alto Tavoliere, che ha spiegato come la sua associazione ha realizzato a proprie spese, su un terreno di due ettari messo a disposizione dal Comune di San Severo, un canile di 600 posti, pronto da marzo scorso e che sarà inaugurato a breve. A fronte della disponibilità dell'area, il Comune di San Severo, che ha dato in gestione all'Enpa la struttura, dopo vent'anni diventerà proprietario del canile. Nel frattempo può ospitare i cani con un costo ad animale al giorno che dagli iniziali 3,10 euro sarà portato a 2,00 sulla base di alcune agevolazioni accordate dall'Enpa. A Vieste si è detto invece che il Comune paga circa 5 euro per animale al giorno.
Nel suo intervento il sindaco Nobile ha detto che a suo parere l'incremento del numero dei cani randagi a Vieste dipende molto dagli animali provenienti da località limitrofe ed abbandonati nel territorio comunale. Per tale motivo, visto che il fenomeno non riguarda solo Vieste, il sindaco ha detto di programmare un incontro con i Comuni vicini per valutare la possibilità di realizzare un canile intercomunale. Dal punto di vista pratico Nobile si è detta assolutamente contraria a limitare l'attività dei volontari nella somministrazione di cibo ai cani, svolta ovunque in città.

Al termine del confronto sono emerse comunque alcune iniziative da intraprendere: incentivazione e controllo della microchippatura; aumento dell'attività di sterilizzazione ed immissione in libertà dei cani, a rotazione fra quelli presenti sul territorio (per questo si dovrà predisporre un'opportuna ordinanza sindacale); incentivazione dell'affido con sostegno economico.

Sull'importante questione della somministrazione controllata di cibo ai cani, attuata cioè solo in aree apposite, è sembrato di capire che i tecnici comunali con il servizio veterinario studieranno la questione anche se a livello politico mentre l'assessore D'Errico è favorevole, il sindaco Nobile è di tutt'altro parere


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