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Occupa abusivamente una casa ma il giudice lo assolve

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Sentenza esemplare: "sono indigenti, il fatto non sussiste".Il giudice monocratico del Tribunale di Foggia, Savina Toscani, rischia di passare alla storia per aver emesso una sentenza storica e al tempo stesso coraggiosa. O meglio per aver applicato alla lettera le deduzioni di una sentenza, emanata lo scorso 26 settembre dalla seconda sezione penale della Corte di Cassazione, secondo cui l'occupazione abusiva di un alloggio può non essere ritenuta reato quando è commessa «sotto stato di indigenza». Cioè quando si è costretti a farlo pur di sopravvivere. E' stato così che il giudice Toscani, martedì scorso, ha assolto con la formula «il fatto non sussiste» una persona imputata del presunto reato di occupazione abusiva di proprietà privata. I fatti risalgono a12002, quando l'imputato fece irruzione in alcuni locali in via Galliani di proprietà dell'Isti­tuto autonomo per le case popolari. Istruito il pro­cedimento, dopo cinque anni è arrivata la sentenza di primo grado: sentenza che ha assolto l'imputato (assistito dai legali Michele Vaira e Maddalena Manniello) verosimilmente sulla base degli stessi principi della sentenza pronunciata dalla suprema Corte, cioè che in presenza di un accertato stato di indigenza il reato di occupazione abusiva viene in qualche maniera a cadere. «Mi piace evidenziare l'aspetto umano di questa decisione – dichiara Vai­ra – perché il giudice, a mio parere, ha visto oltre le carte e oltre le procedure, ritenendo di non punire una persona che evidentemente ha agito soltanto in preda alla disperazione».


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