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Altro insostenibile intralcio al trasferimento dei fondi 2007 ai Parchi Nazionali.

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Federparchi: ‘Intervengano i Ministri’

A seguito di una decisione di “accantonamento” da parte dell’Ufficio Centrale del Bilancio è stata inviata in questi giorni agli Enti Parco nazionali una nota con la quale li si informa di una decurtazione complessiva di 1.854.143 euro rispetto all’assegnazione di fondi ordinari per il 2007 già a suo tempo comunicata.

La Federparchi ritiene il fatto inaccettabile in quanto il provvedimento è frutto di una decisione sbagliata e la notizia ai Parchi giunge praticamente a fine anno, quando ovunque ci si appresta a trarre i bilanci consuntivi e non certo a modificare quelli preventivi. I Parchi nazionali si vengono a trovare così nella più totale incertezza, di fronte a decisioni già assunte e programmi già definiti. Non è loro dato di sapere se questo “accantonamento” sarà in futuro sbloccato e nemmeno quale sia, per ciascuno di essi, la somme decurtata.

In una condizione simile espressioni quali “efficienza della pubblica amministrazione”, “efficacia di gestione”, “programmazione degli interventi”, suonano ridicole, se non addirittura offensive. E nemmeno è possibile pensare che i Parchi possano assolvere alle proprie funzioni istituzionali di conservazione della natura o garantire quelle attività sostenibili sul territorio, che costituiscono le sacrosante aspettative di migliaia di cittadini residenti e di milioni di italiani i quali credono ancora, nonostante tutto, che le aree protette possano costituire un elemento di civiltà e di sviluppo del Paese.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha già provveduto a chiedere lo sblocco delle somme “accantonate”, sottolineando che i Parchi nazionali non rientrano fra gli Enti soggetti a riordino, trasformazione o soppressione ai quali si debbono applicare le procedure finanziarie imposte dall’Ufficio Centrale del Bilancio.

Federparchi chiede che il Ministro del Tesoro provveda con la massima urgenza a porre rimedio ad una situazione insostenibile e inqualificabile e al Ministro dell’Ambiente che operi con tutte le energie per assicurare ai Parchi nazionali le risorse loro assegnate dalla Legge finanziaria 2007.

“E’ l’ennesima conferma delle condizioni proibitive in cui lavorano i parchi e che io ho già denunciato da tempo. Quello che riusciamo ad ottenere sul versante della tutela dell’ambiente in simili condizioni ha del miracoloso, con un personale insufficiente e pochi soldi a disposizione”, dice Giandiego Gatta, presidente del Parco del Gargano. “Ben ha fatto quindi Federparchi a lanciare l’allarme. Così non si va da nessuna parte”, è l’amara conclusione del presidente.


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