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Un’avventura sul Gargano ed è subito “balla coi lupi”

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I lupi sono ormai anche sulla Montagna del Sole come è anche conosciuto il Garga­no, in buona parte Parco Na­zionale. Per i turisti la speranza è di avvistare lo splendido ani­male, in un'escursione a cavallo sabato e domenica dove è stata segnalata la presenza.L'iniziativa, nell'ambito delle promozioni del Parco, è di Mi­chele Prencipe. Dal ranch di Posta Ruggiano, località mon­tana nel territorio di Manfre­donia, organizza 1'«Anello Eque­stre», trekking a cavallo (per lo più mansueti murgiani, i famosi equini della Murgia barese e tarantina) di uno, due, tre sino a 7 giorni, anche per gustare i prodotti tipici locali (tel. 0884.530400-347.5714422). Ma i lupi ci sono per davvero? «Alcuni pastori li hanno visti e sul Gargano sono venuti da Ro­ma alcuni esperti di quell'u­niversità per studiare i nostri lupi», afferma Prencipe, tornato dalla Fiera dei Cavalli di Ve­rona. Prima degli attuali av­vistamenti, l'ultimo lupo fu no­tato sul Gargano nel 1939. Se ora sono tornati significa che l'am­biente naturale è sensibilmente migliorato grazie anche alle li­mitazioni imposte all'edilizia turistica proprio per la presenza del Parco. Per scovare, senza fucili, ma armati di binocoli e macchine fotografiche i lupi e apprezzare il fascino della loro carica di mistero e, chissà, per ascoltare l'ululato un pò agghiacciante, l'itinerario è impegnativo. Si Parte sabato mattina e si torna domenica pomeriggio seguendo i sentieri della transumanza do­ve ci sono vacche podoliche, capre o maiali, cavalli allo stato brado. Le tappe sono Bosco Quarto, Bosco Cavolecchia, Funni Santa Maria, Furmi Ter­miti, Valle Ragusa, le valli a sud di Monte Spigno. Posti amman­tati di roverelle, cerri, faggi e querce. I colori e i profumi dell'autunno imperano persino su alcuni tratti aggrediti dagli incendi estivi. Secondo Prencipe, se avvista­mento di lupi ci sarà dovrebbe essere a Piscina Pandolii, vasta area colma d'acqua piovana, do­ve s'abbeverano gli armenti. I lupi s'appostano anche nei pres­si dei «cutini», vasche naturali di calcare nelle radure dei bo­schi. Nel programma sono previste degustazioni di piatti e prodotti tipici a Casa Natura, ex caserma della Forestale in località Coppa del Giglio e un pernottamento in tenda, se non si ha paura dei lupi. Per chi non ha fatto l'espe­rienza di ascoltare la lingua internazionale dei boschi e per chi intendesse provare il gusto di un trekking a cavallo, andar per lupi è l'occasione buona per saperne meglio del Gargano. Una roccaforte per com'era, ed è, aspra di forre, gole, ca­verne, picchi alti sino a 1.056 metri come il monte Calvo. For­se per quest'isolamento fu meta di eremiti, ordini religiosi o cro­ciati in partenza per la Pale­stina. E con loro nacquero gran­di e piccoli centri di culto fa­cendo del Gargano un sito idea­le dove rifocillare lo spirito, do­po lunghi pellegrinaggi come quelli lungo gli impietosi trat­turi Jumitit, Malipassi Stam­purlande, per raggiungere il santuario dedicato all'Arcange­lo Michele. In soli 2.100 chilometri mq, anche foreste, lagune, valloni, coste frastagliate, lunghe spiag­ge, villaggi rupestri, insedia­menti preistorici, monasteri, masserie. In più eventi storici, feste patronali, sagre, fiere cam­pestri.


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