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Vieste-DON GIOACCHINO STRIZZI E’ IL NUOVO VICARIO EPISCOPALE

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Si è svolta domenica sera 11 novembre in Cattedrale la cerimonia religiosa per l’avvicendamento come vicario episcopale tra don Francesco Jannoli e don Gioacchino Strizzi.
Alla presenza di mons. Domenico D’Ambrosio e di numerosi fedeli, al termine della celebrazione eucaristica è stata data lettura del decreto di nomina del vescovo del parroco della Cattedrale a vicario episcopale.
«Ho accettato questo incarico impegnativo conferitomi dal Vescovo — ha detto il nuovo vicario nel corso della cerimonia — perchè so di essere aiutato dalla Sua stima, dalla Sua preghiera e da quella di tutto il popolo dei fedeli».
Strizzi ha sottolineato come è compito del vicario tenere il raccordo tra il vescovo ed i sacerdoti in uno spirito di disponibilità e di servizio

 

DON FRANCESCO, NON CI STANCHEREMO DI CHIEDERTI CONSIGLIO
Sentire che don Francesco Jannoli non è più il vicario episcopale, ti lascia al momento smarrito. Egli, così buono e riservato, non sembra affatto di essere andato in pensione. Lo si incontra fra i giovani e meno giovani, vivace e spiritoso, sempre pronto con la battuta allegra e confidenziale e, se per l'interlocutore le cose non vanno bene, sa confortare e consigliare, ma sa anche alzare la voce (cosa rara ed eccezionale) per indicargli la strada dell'onestà, della pacificazione e della santità.
Nella sua lunga attività sacerdotale, come ha voluto sottolinearlo il vescovo, mons. Domenico D'Ambrosio, si è dimostrato sempre "sereno, dolce, soave, colui che sa proporre l'eterna verità della Parola che salva richiamando il primato dello Spirito". Egli ha assolto gli impegni affidatogli, come quello dell'assistente dei giovani di Azione Cattolica, dell'economo della Curia, dell'elemosiniere, del cerimoniere e infine quello del vicario del Vescovo, con impegno, precisione e puntualità. Don Francesco è anche un uomo dotto, profondo conoscitore della storia di Vieste, anche se ha pubblicato poco (forse per modestia o, perché no, per pigrizia), ma ha dato a chiunque lo interpellava, indicazioni precise ed esaustive, sulle bibliografie e sugli archivi da consultare. E' uno dei primi soci del Centro di Cultura "Niccolò Cimaglia" e della sezione locale della Società di Storia Patria per la Puglia, a cui dà sempre il suo contributo di idee e indica iniziative da intraprendere: ne è il punto di riferimento ed è a lui che si affida la dettatura degli epigrammi, come quelli realizzati relativi all'arrivo di Celestino V a Vieste e all'attività di Lorenzo Fazzini. Uomo dal "multiforme ingegno" ha adornata la Sala dell'Episcopio di tutti gli stemmi dei vescovi che sono succeduti a Vieste, molti dei quali da lui disegnati. Siamo convinti, come lo è anche per il Vescovo D'Ambrosio, che anche da "pensionato" questo silenzioso e modesto sacerdote non si sottrarrà mai dall'offrire il suo "consiglio illuminato" e quel sostegno morale tanto necessario per guidare "il popolo santo a lui affidato" e gli amici che sempre confidano in lui. Caro don Francesco non ci stancheremo mai dal chiederti consiglio e tu cerchi di non essere parco nell'additarci il bene e le strade da seguire.
Matteo Siena


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