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Foggia, Festival del Cinema Indipendente – VII edizione

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Al via ieri sera i film in gara“È sempre più difficile produrre un’opera prima in Italia: il mercato impone la semplificazione del linguaggio cinematografico, più vicino alle fiction, scegliendo modelli culturali omologati di facile successo”. Ha parlato a lungo dell’attuale situazione del cinema italiano il produttore Nicola Giuliano della “Indigo Film”,  la casa di produzione di tutte le opere di Paolo Sorrentino. Ieri sera è intervenuto a “Laltrocinema”, nell’ambito del Festival del Cinema Indipendente, al termine della proiezione fuori concorso de “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli. “Negli ultimi anni si sta affermando una generazione di registi di gran talento, ma manca una grammatica del cinema penalizzata dal martellamento televisivo e da un sistema di distribuzione che non tutela il prodotto di qualità” ha concluso Giuliano, che questa mattina incontrerà al Teatro del Fuoco gli studenti delle scuole medie superiori sul tema “Produrre un film: dal progetto iniziale alla visione nelle sale”.

La serata è proseguita con la proiezione dei primi due film in concorso: “Liscio” di Claudio Antonini e “Billo, il grand Dakhaar” di Laura Muscardin. Ed è stato ancora il rapporto tra cinema e televisione a tener banco nel corso del dibattito in sala con il giovanissimo Umberto Morelli – 15 anni appena compiuti – protagonista del primo film in gara, al fianco di Laura Morante e Antonio Catania. “In tv si gira più velocemente, e l’aspetto promozionale si conclude in breve tempo: con questo lavoro, invece, sono in tournèe da tre mesi. Ci sono tante iniziative, come quella di Foggia, che consentono di parlare direttamente agli spettatori, per dar maggior forza al cinema nazionale”, ha concluso il piccolo attore, che ha già vissuto la sua prima esperienza da regista, dirigendo un documentario che sarà presentato in primavera.

Ha raccontato il difficile percorso di integrazione in Italia l’attore Thierno Thiam, protagonista di “Billo”, prima produzione italo-senegalese, finanziata con il sistema “Coproducers”, contratto che prevede il coinvolgimento gratuito dell’intero cast artistico e tecnico, che solo successivamente compartecipa alla divisione di eventuali utili.

“È stato facile realizzare questo film, perché in gran parte racconta la mia storia: sono arrivato in Italia venti anni fa” ha spiegato Thierno. “Gli inizi sono stati durissimi: la prima settimana ho pianto molto perché avvertivo ostilità e chiusura nei miei confronti. Ho lavorato a lungo come venditore ambulante e restauratore di mobili, poi ho trovato impiego nel settore dell’abbigliamento, proprio come racconta il film” ha precisato l’attore, impegnato nelle riprese della seconda serie di “Capri ”, fiction televisiva dove vestirà i panni del primo maresciallo dei carabinieri extracomunitario. “Il cinema e la tv aiutano a colmare le distanze tra mondi solo in apparenza diversi, favorendo il dialogo e l’integrazione tra culture diverse”.

Del tema dell’immigrazione si è occupato anche il docu-film di Tonio Di Bitonto, operatore di ripresa foggiano, che ha presentato fuori concorso “Parola chiave: extracomunitari”. In cinque minuti, questo lavoro testimonia con immagini di archivio il passaggio degli immigrati in terra di Capitanata dal 1999 al 2007.  

Alla conduzione delle serate hanno collaborato anche i volontari del Festival del Cinema Indipendente: ieri sera le interviste agli ospiti sono state condotte da Samantha Berardino e Gabriella Monte.

Presentati ieri sera anche altri cortometraggi in concorso: “Zero zero” di Andrea Castellanza, “Desiderio in amore” di Giacomo Maimone, “Piano 19” di Adelio Gregari, “Hip Hop don’t stop” di Pasquale Russo e “Peppino” di Mauro Petito.

La serata si è conclusa al Pub “Duncan” con “Cinema&Musica Live” a cura di David Treggiari, che ha eseguito musica dal vivo su immagini a scorrimento di film muti e corti in concorso.


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