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Cocaina nel 2009 in Puglia i consumatori aumenteranno del 40-50% rispetto al 2006

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Un «messaggio forte per dire no a tutte le droghe e a chiunque abbia un atteg­giamento tollerante nei confronti del loro uti­lizzo». Ma anche un grido di allarme contro «quel mare di droga e alcol che sta invadendo la vita dei nostri ragazzi».Drammatiche le cifre fornite sull'uso di so­stanze stupefacenti in Puglia,nel corso del convegno dibattito al teatro Royal, organizzato dal deputato di Forza Italia, Gabriella Carlucci, componente e consigliere dell'associazione «Va­lori e libertà». Un messaggio giunto diretta­mente ai tanti ragazzi delle scuole medie su­periori presenti in platea. Sul palco, tra gli altri, esperti (Antonio Tinelli, della comunità di San Patrignano e Giovanni Serpelloni, dipartimento delle dipendenze – osservatorio dipendenze di Verona); rappresentanti delle forze dell'ordine; il prefetto di Bari, Carlo Schilardi e, a fare gli «onori di casa», il presidente della circoscri­zione San Nicola-Murat, Mario Ferorelli: Critica la situazione sulle dipendenze in Pu­glia, soprattutto per alcol, cannabis e cocaina. Per quest'ultima sostanza, secondo i dati forniti dal dipartimento delle dipendenze di Verona, per esempio, il consumo è in costante aumento tra i giovanissimi. E l'età più a rischio è attorno ai 19-20 anni. «Secondo il rapporto previsionale dell'osservatorio lombardo Prevo.Lab, infatti – ha citato la Carlucci – nel 2009 il numero di consumatori di cocaina aumenterà del 40-50 per cento rispetto ai consumatori del 2006, mentre l'eroina si va diffondendo soprattutto fra i gio­vani di età compresa fra i 15 ei 19 anni. E si tratta di ragazzi socialmente ben inseriti; non tos­sicodipendenti relegati ai margini della socie­tà». Puglia, regione che si conferma (con Sicilia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia e Lombardia) uno delle più «battute» dal narcotraffico, con sequestri record – da parte delle forze dell'ordine – soprattutt8 di hashish e marijuana. «Questo governo – ha puntato il dito la par­lamentare di Forza Italia – con la scusa della tolleranza, scivola sempre di più verso l'am­mirazione dell'autodistruzione. L'ultimo caso è la scellerata ipotesi di sperimentare le cosid­dette "narcosale", su cui il ministro della salute Livia Turco ha fortunatamente preso tempo pur condividendo, a suo dire, lo spirito dell'ini­ziativa. Non possiamo e non dobbiamo age­volare in nessun modo una pratica che uccide fisicamente un individuo e che, nonostante le operazioni di contrasto, si diffonde sempre di più».


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