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Emergenza 118 nel Gargano in un dossier del sindacato Anpo-Fials disservizi e presunti illeciti

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Antonio Traja, segretario Anpo-Fials per la ASL provin­ciale di Foggia, torna a denun­ciare le "gravissime condizioni del servizio 118 e dei presidi del Pronto soccorso del territorio Gargano Nord a quattro anni dalla sua istituzione".
Già nell'agosto di quest'anno ha presentato un apposito libro bianco in cui ha documentato disservizi, disfunzioni e pre­sunti illeciti: che ripercorre con puntuale cronologia e cronaca dei fatti tutto quanto sta acca­dendo da ormai quattro anni. "Vanno ripristinate le regole, necessarie alla tutela dei lavo­ratori, dell'utenza e della stessa azienda sanitaria. Di qui la de­mocrazia circostanziata di decine di casi ai limiti della legge. Tut­to il dossier prodotto da Traja è un rendiconto spietato e crono­logico del disastro fin qui pro­dotto dal 118 aziendale sul ter­ritorio del Gargano nord.
"Gennaio 2003. A Vico del Gargano restano scoperti i tur­ni per la seconda equipe per tut­to il mese, per carenza di perso­nale medico e infermieristico".
"Febbraio2003. Arriva il per­sonale medico e infermieristico del 118. Ma nessuna comunica­zione viene fatta sulla distin­zione dei ruoli con il personale del Pronto Soccorso".
"Aprile 2003. Viene dislocata una equipe medicalizzata pres­so il PET di Rodi Garganico per il previsto afflusso turistico pa­squale". La situazione, però, non verrà riconosciuta durante la stagione estiva. Da questi tre primi "bollettini" già si evince la vexata quaestio: "una gestio­ne priva di programmazione – l'accusa di Traja -senza alcuna volontà di raccordo con le va­rie realtà operative: C.O:, azienda, Operatori Sanitari. Una gestione fatta di continue contraddizioni di ordini di ser­vizio, impartiti con spregiudi­catezza e troppo spesso irre­sponsabilità… ". Con la messa in pericolo di tante vite umane. Basti legger­ne qualche altra testimonian­za, puntualmente registrata nel diario di bordo del medico sindacalista: "Luglio2003. Il 27 a Rodi si verifica il decesso di un paziente, il quale viene soccorso sul posto dall'equipe di Rodi senza medico a bordo". Tre giorni più tardi, la comunica­zione del responsabile che "eventuali interventi effettuati da Peschici e da Rodi vanno successivamente trasferiti pres­so il punto PPl di Vico per com­pletamento terapeutico o rico­vero ospedaliero.
“Agosto 2003. Il giorno 2 nei pressi di Foce Varano si registra un grave incidente stradale. La centrale operativa del 118avvi­sa la postazione di Vico che la paziente sarà trasportata nel PPI di Vico per la valutazione e il ricovero del caso, la gente pro­testa perché conosce benissimo la realtà di Vico: prima di qual­siasi ausilio diagnostico e tera­peutico ospedaliero". "Il 4 agosto a Rodi un pazien­te muore, soccorso sul posto da un'equipe non medicalizzata ". "Il 29 agosto viene inviata dal 118 di Peschici presso il PPI di Vico un paziente con trauma cranico con otorragia. Nono­stante richiesta del personale di Vico di trovare posto in ospeda­le per accelerare i tempi, la Cen­trale operativa nega il ricove­ro". "Settembre 2003: Durante il trasporto in autoambulanza per un ricovero presso l'ospeda­le di San Severo il paziente va più volte in arresto. Il personale è costretto a defibrillare fuori dell'ambulanza", non essendo affidabile il mezzo, vecchio di quasi dieci anni. "Novembre 2003. Il giorno 8, il mezzo fonde il motore duran­te il trasporto di un paziente in scompenso diabetico". Il pa­ziente dovrà attendere l'arrivo di un'ambulanza di soccorso. La verità è che, come sottoli­neerà il Libro Bianco dell AN­PO-FIAL,S, "il personale medico (in tutti questi anni, ndr) è in­sufficiente rispetto al numero dei presidi aperti: molti sono i buchi delle turnazioni, vengo­no utilizzati medici appena laureati, la situazione penaliz­za I PPI più critici come quello di Vieste… ". E' accaduto che ci siano stati conflitti tra i soggetti impegna­ti a fare pronto soccorso. "Maggio 2004. Per circa un mese una equipe non medica­lizzata del 118 staziona ad Ischitella senza essere ricono­sciuta dalla centrale operati­va". Gli interventi sul posto sa­ranno effettuati dal 118 della postazione di Vico. Ed è accadu­to anche che spesso un presidio sia rimasto sguarnito perché già impegnato al ricovero di un paziente. Si leggano solo alcuni casi dei numerosissimi riporta­ti dal libro bianco: Il 14 giugno una paziente ipoglicemica tro­va chiuso i presidio di Rodi per­ché ha già in atto un ricovero e viene soccorsa da un medico di una struttura privata; Il l7giu­gno il presidio di Vico Gargani­co resta privo di medico duran­te tutto il tempo necessario al ri­covero di un paziente.
Fin dal 5 luglio 2004 lo stesso Traja ed altri medici dell’ASL Fg/1 denunciano la carenza di personale, sia fra coloro che so­no dediti al 118 che fra i diri­genti medici di ruolo: 4 sono i sanitari dediti per intero al 118 e 3 i dirigenti medici di ruolo. "Pochi per garantire urta tur­nazione completa nelle 24 ore" diranno allora. Ma il dato resta tristemente attuale. E non basta. Era già di tre an­ni prima la denuncia della im­possibilità a produrre diagnosi urgenti. `I gabinetti di radiolo­gia e di analisi funzionano solo dalle 8 alle 14.00, per cui la dia­gnosi di certezza la si può otte­nere solo dopo alcuni giorni, e laddove ci sia il sospetto diagnostico di urgenza, occorre ga­rantire il trasporto medicaliz­zato del caso" l'ennesima de­nuncia contenuta nel Libro Bianco di Traja. Che poi accada qualcosa di nuovo, non conta. Piuttosto, il trasloco avvenuto a Vico nel giugno 2004, dei servizi sanita­ri (PS; laboratorio analisi, ra­diologia, specialistica) dalla sede di via Cappuccini e quella di via Di Vagno appare come un'ulteriore conferma delle de­nunce di Traja: finì per dimo­strare il fallimento di ogni pia­no di ristrutturazione: Accadde che la camera oscura del servi­zio di radiologia non fosse poi tanto oscura – venne lasciato un finestrone a parete. Accadde che nella vecchia sede venissero lasciati i referti fino ad allora prodotti, perché il loro stoccag­gio non era più previsto: a dan­no della sempre citata privacy. D'improvviso si capì pure che lo stabile non era agibile e che non c'era statala bonifica generale, mancava il bagno nella medi­cheria e lo stoccaggio della biancheria e dei referti. E che dire dell'elitrasporto? Traja ha denunciato che "i me­dici vengono chiamati in repe­ribilità nel 118 quando debbo­no effettuare un eliotrasporto: ma hanno un contratto diver­so. Fatti e misfatti, quindi, op­portunamente denunciati alle autorità sanitarie e giudiziarie. Così, dopo tante grida, nel mar­zo del 2007 i NAS controllano la struttura sanitaria di Vico del Gargano. Un segnale di inver­sione di marcia, la dimostra­zione, forse, che il libro bianco e le denunce hanno avuto final­mente una risposta? Macché! Il servizio 118 ed i presidi dei pronto soccorso del territorio del Gargano nord restano nella situazione più disastrosa. I pro­blemi restano immutati: non è stata fatta chiarezza sui ruoli, sugli incarichi, sulle competen­ze, sulle responsabilità della macchina amministrativa e politica, sulle turnazioni im­pazzite, sulla poca o scarsa pro­fessionalità di alcuni operato­ri, sui sacrifici imposti a tanti altri operatori e medici.
"Eppure non mi fermerò" promette il medico Traja. In at­tesa di giustizia.
Luigi Inglese
l'Attacco


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