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Comunità Montana del Gargano attese le decisioni della Regione

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Quale prospettiva si apre per la Comunità 'Montana del Gargano dopo l'approvazione del testo al Senato nella ­seduta del 15 novembre?Nell'ottica della ra­zionalizzazione e contenimento dei costi degli enti montani, il governo Prodi ha stabilito la soppressione di 80 comunità montane e la riduzione dei loro consiglieri da 12.500 a 4.200 e degli assessori da 4.200 a circa 1.400. Nel contempo a fronte di un contenimento dei costi, vi è l'incremento dei fondi per la mon­tagna: 50 milioni nel 2008 e 80,8 nel 2009 e 2010. Quali sono dunque, alla luce delle decisioni del Governo, le conseguenze che si profilano sul­l'ente montano del Gargano? La palla passa alla Regione, la quale avrà tempo altri sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per verificare l'eventuale possesso dei requisiti stabiliti dalle nuove nor­me, degli attuali tredici comuni (Mattinata, Monte SanfAngelo, San Giovanni Rotondo, San Manco in Lamis, Rignano Garganico, San Ni­candro Garganico, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Cagnano Varano, Peschici, Rodi Gar­ganico e Vieste) rientranti nell'ente montano. Tornando al Gargano, tagliando fuori i comuni costieri (Mattinata, Peschici, Rodi e Vìeste) il totale dei Comuni da 13 scende a 9. Escludendo poi quelli superiori a 15 mila abitanti (San Giovanni Rotondo e San Nicandro) si arriva a sette. In più vi è da considerare il possesso delle caratteristiche previste dall'articolo 27 del testo imico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Insomma il rischio è dietro l'angolo. Anche dall'ente montano sono in attesa delle decisioni della Regione Puglia.


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