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PD, dietrofront di Emiliano. Niente primarie per il segretario provinciale

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 Salvo impedimenti, domani non mancherà nessuno. I 90 delegati alle assemblee nazionale e regionale del Partito Democratico domani pomeriggio ci saranno tutti, nell'Auditorium della Biblioteca provinciale di Foggia, per incoronare Paolo Campo coordinatore provinciale del partito

e dare così il via all'organizzazione territoriale del nuovo soggetto, a iniziare dalla formazione di quegli organismi dirigenti che dovranno governare tutto il nuovo che avanza. Da domani sera i partiti politici e le istituzioni sapranno a chi rivolgersi. Il Pd sarà una realtà organizzata e operativa, con un nome e cognome che lo incarna e lo rappresenta. Sarà un coordinatore, e non un segretario. Una differenza semantica che sta lì a significare la provvisorietà dell'incarico. Paolo Campo segretario del PD con le stellette sul bavero della giacca lo diventerà in primavera. Nel frattempo, entro il 20 gennaio, il popolo delle primarie sarà chiamato a costituire i circoli comunali del partito, che eleggeranno i propri delegati. Due i compiti affidati ai circoli: eleggere il segretario cittadino e quindi, insieme ai delegati nazionali e regionali che tornano in causa, i segretari provinciali. Le primarie, quindi, per eleggere i segretari comunali, non quelli provinciali. La confusione generata in primo momento da una nota del segretario regionale Michele Emiliano, e che prevedeva una interpretazione tutta barese delle norme per eleggere i segretari provinciali in Puglia, è stata risolta dopo una fitta serie di telefonate tra Roma e Bari. Sarebbe stato più coerente eleggere i segretari provinciali con le primarie, ma anche in Puglia le regole da seguire sono quelle nazionali ed il segretario regionale, anche se il più suffragato d'Italia, non le può cambiare.


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