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Piu’ treni e una mobilita’ equa e sostenibile

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Oggi 29 novembre sit-in di Legambiente e pendolari davanti a Montecitorio contro il taglio alle risorse per il trasporto locale previste dalla finanziaria. Il taglio di 9 treni in Puglia, a partire dal 10 dicembre, e' un pericolo da scongiurare.

"Il taglio dei treni locali è una faccenda grave che interessa tutti. –commenta Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – I pendolari non sono disposti ad accettare la beffa di nuovi tagli, per cui sparirà dalle linee più frequentate 1 treno su 4 ed è per questo che oggi manifestano con Legambiente davanti a Montecitorio". I 1.000 nuovi treni pendolari, che erano stati previsti nel piano industriale delle Ferrovie dello Stato approvato dal governo, ora non hanno copertura economica. E adesso salta fuori anche l’ammanco di 425 milioni di euro per i contratti di servizio delle Regioni, che significa un taglio netto del 25% rispetto a quanto previsto per il 2008, come dire 1 treno in meno ogni 4. E proprio sulle linee pendolari più calde.
La Puglia poi vive una situazione particolarmente delicata. “Se dovesse venire confermata l'intenzione di tagliare 9 treni da e per la Puglia, il salento rischierebbe l'isolamento" continua Tarantini, che fa sponda al Presidente della Regione, Nichi Vendola, che in una dichiarazione dei giorni scorsi ha definito il trasporto pubblico quale "servizio sociale, che non può essere valutato con criteri esclusivamente economici, perché riguarda i diritti di cittadinanza e alla mobilità". Proprio Nichi Vendola, insieme a Francesco Tarantini, a Roberto dalla Seta, Presidente Nazionale di Legambiente, e lo stesso Ing. Moretti, A.D. di Ferrovie dello Stato, avevano dato il via da Bari al Comitato SI TAV a Marzo 2007, in occasione dell'iniziativa Treno Verde promossa da Legambiente, con l’intento di sostenere la viabilità su rotaia che garantisce risparmi in termini energetici e minore inquinamento. “La scadenza del 10 dicembre, data a partire dalla quale è previsto il taglio di 9 treni da e per la Puglia, è vicina, ma ci auguriamo -conclude Tarantini- non rappresenti un out out, e che il rischio di compromettere tutti i settori che orbitano attorno alla rete ferroviaria porti a rivalutare la situazione ed individuare i fondi necessari, 120 milioni di euro, che la Finanziaria aveva comunque già indicato".
Legambiente, che anche quest’anno è accanto agli utenti ferroviari con la sua campagna Pendolaria (per un trasporto ferroviario locale più forte e più moderno), chiede che il parlamento intervenga per ripristinare la copertura economica ai 1.000 treni e per ristabilire un ordine di priorità per gli investimenti nei trasporti, perché non ha alcun senso investire nelle autostrade e abbandonare a se stesso il trasporto pendolare ferroviario gestito dalle Regioni con i Contratti di servizio.

Su www.legambiente.eu è possibile firmare la PETIZIONE
indirizzata a Prodi e ai Ministri Letta, Bianchi e Pecoraro Scanio.


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