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«Modernizzeremo i porti pugliesi»

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Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenuto al Forum sulla portualità. Stanziati un miliardo di euro per il prossimo settennio 2007-2013«Puntiamo alla modernizzazione delle strutture per le quali sono stati stanziati un miliardo di euro per il prossimo settennio 2007-2013, con un particolare sguardo verso i mercati dell’est europa e dell’Oriente. Lo sviluppo della Regione Puglia passa attraverso il recupero della politica per la portualità». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenuto al Forum sulla portualità pugliese. «Puntiamo – ha spiegato Vendola – a un modello pugliese della portualità. Con i suoi ottocento chilometri di costa la Puglia può rappresentare un unico grande porto aperto verso il mediterraneo». Lo sviluppo della portualità pugliese costituisce, secondo il presidente della Regione, «una vera e propria rivoluzione copernicana che prevede necessariamente una intermodalità con il territorio e quindi con strade, aeroporti e ferrovia; in particolare, per quest’ultima speriamo presto nell’attuazione del progetti della linea veloce tra Napoli e Bari che permetterebbe un collegamento più immediato anche con il resto del Mediterraneo».
«Si tratta sicuramente – ha continuato – di creare servizi ed efficienza garantendo una prospettiva nuova all’intera economia regionale e nazionale». «Ci sono molte direttrici su cui stiamo operando – ha spiegato Vendola –con tanto impegno. La prima direttrice è quella legata alla modernizzazione infrastrutturale. Intendiamo investire tante risorse: un miliardo di euro nel settennio 2007-2013 per consentire alla nostra portualità di poter accogliere il cabotaggio marittimo del mondo intero, soprattutto dell’Oriente». Nei porti del Mediterraneo, ha ricordato il presidente, c'è il 20% delle merci che arrivano in tutta Europa e quindi «c'è la necessità di compiere una rivoluzione copernicana. La seconda direttrice è quella legata al fare sistema. Abbiamo trovato – ha sottolineato – una situazione di concorrenzialità interna ai porti pugliesi» e per questo si sta puntando a una maggiore coesione. «La terza direttrice, quella fondamentale è quella legata all’integrazione tra portualità e altri vettori di trasporto: porti, aeroporti, ferrovia, sistema viario. Se vi è una politica sulle intermodalità – ha concluso Vendola – sugli scambi tra i diversi vettori credo che possiamo decollare. Se passa il progetto del treno veloce tra Bari e Napoli, questo può significare un tale sviluppo delle autostrade del mare dentro al Mediterraneo che possiamo andare avanti senza temere che una modifica legislativa ci faccia inciampare».


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