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Foggia: fiducia a Campilongo

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Il gruppo però è ancora unito, anche Cardinale, a più riprese indicato proprio dal tecnico come il capro espiatorio di certi ko, lo difende: «In campo andiamo noi»FOGGIA – Campilongo spacca il Foggia, Papagni aspetta solo una telefonata per subentrare al suo posto. Quella che dovrebbero fargli a breve gli otto soci del club. Riuniti ieri sera, sembrano ormai tutti persuasi dall'idea che il tecnico napoletano abbia fatto il suo tempo sulla panchina rossonera. Non c'è accordo però sulla tempistica dell'esonero: se farlo subito o concedere al trainer napoletano l'ultima chance nella gara interna contro la Ternana. I segnali dallo spogliatoio sembrano caldeggiare questa seconda ipotesi. Se nel dopopartita di Monza persino un taciturno come Cardinale si prodiga in appelli per salvare la panchina di Campilongo, vuol dire che il gruppo è ancora unito nonostante tutto.
«In campo andiamo noi, l'allenatore non c'entra nulla», puntualizza Cardinale. Parole che avrebbero molto colpito i dirigenti al seguito, in grado di congelare l'arrivo di Papagni almeno fino a domenica. Dopotutto se parla così uno come Cardinale, a più riprese indicato dal tecnico come il capro espiatorio di certi ko, è lecito pensare che il gruppo abbia scelto proprio lui per lanciare un preciso messaggio alla società non soltanto perchè indossa la fascia di capitano.
La squadra del resto a Monza non si è risparmiata, fosse entrata almeno una delle palle-gol costruite da Del Core e compagni, Campilongo avrebbe festeggiato il primo successo esterno altro che esonero. Ma il calcio è un gioco strano e poi va detto che il Foggia visto allo stadio Brianteo non si discosta di molto da quello di Foligno o Cava, per citare altri due ko maturati negli ultimi minuti.
Campilongo dice che è un problema di concentrazione se i suoi ragazzi capitolano così ingenuamente. Per difensori d'esperienza del calibro di Ignoffo, Lisuzzo, Mora non dev'essere proprio un bel complimento. Il presidente Capobianco nel dopopartita di Monza ha invece parlato di «Foggia scriteriato» incapace anche di gestire un misero pareggio. Insomma, se in campo vanno i giocatori è anche vero che la tattica la decide l'allenatore. A buon intenditor…

Walter Carbone – Corriere dello Sport


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