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Alluvione nelle campagne di Rignano Garganico

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Straripa il fiume Candelaro – saltano 5 ponti e la piana resta isolata – gravissimi i danni alle colture e alle infrastruttura – il sindaco Gisolfi protesta contro la lentezza nel realizzare le opere pubbliche – i lavori per il novo ponte di Villanova iniziati due anni fa e ancora alla fase zero. E ci risiamo! L’ennesimo straripamento del fiume Candelaro, dovuto alle forti piogge della notte scorsa, ma anche alla cattiva condizione dei canali e degli argini, ha provocato immani danni alle colture e ai ponti sommergibili, tra cui quello “solito” di Villanova, travolto dall’acqua per il quinto anno consecutivo, chiuso dagli uomini della Provincia di Foggia. Identica sorte hanno subito le strutture pontili di Mezzanagrande, Piccirilli, Accinni e Le Grotte. Molte masserie restano isolate, mentre sono ingenti i danni arrecati ai terreni e alle colture. Sotto accusa un po’ tutti: la stessa Provincia, il Consorzio di Bonifica della Capitanata, la Regione Puglia, il Genio Civile, l’Autorità di Bacino competente e gli stessi agricoltori che continuano a non avere cura delle loro cose, lasciando un po’ ovunque rifiuti in plastica e in polistirolo (che fanno da barriera per i ponti sommergibili durante le alluvioni). Interessati dagli allagamenti i fondi di Cipolluzza, Mezzanagrande, Villanova, Le Grotte e Ciccallento. L’Amministrazione Comunale di Rignano, con in testa il sindaco Antonio Gisolfi e gli assessori ai lavori pubblici Luigi Di Claudio e all’agricoltura Rocco Buttacchio, ha allertato immediatamente la Prefettura e gli organi competenti, chiedendo l’immediato soccorso e indicendo di fatto lo stato di calamità naturale.


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