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Vico, nasce il catasto delle aree incendiate

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Non si potrà costruire per cinque anni. Il Comune lo ha istituito, monitorando le zone percorse dal fuoco.Il Comune di Vico del Gargano ha istituito il catasto per il censimento delle aree percorse dal fuoco nel proprio territorio negli anni 2000-2001-2002-2003-2004-2005-2006. La documentazione è stata a disposizione di quanti hanno voluto prenderne visione e produrre, eventualmente, delle osservazioni. L'istituzione del catasto delle aree, che negli anni indicati nel provvedimento sindacale, comporta alcune restrizioni, in particolare, quella della non edificabilità, non solo, ma anche non è consentito il pascolo. Il divieto copre un arco di tempo di ben dieci anni. Scopo della istituzione del censimento delle aree percorse dal fuoco è, naturalmente, quello di evitare che ci possa essere un legame diretto tra l'incendio di boschi e, soprattutto, di pinete, allo scopo di creare le condizioni per possibili interventi edilizi, ma anche favorire il pascolo. I dati riguardanti i territori percorsi dagli incendi e gli ettari di pinete e macchia mediterranea andati in fumo in sei anni, cioè dal 2000 al 2006, sono riportati nella documentazione a disposizione di quanti fossero interessati a prenderne visione. Poco meno di trecento gli ettari distrutti dagli incendi, in particolare, circa centotrenta di macchia mediterranea, meno di centocinquata le aree boscate, soltanto tre gli ettari di pascolo. Le località interessate sono distribuite a macchia di leopardo: Pineta Marzini, uno dei polmoni verdi di tutta l'area vichese, un vero e proprio patrimonio, unico nel suo genere in tutto il Gargano; Macchia di mare, altra area pinetata di notevole valenza paesaggistica; infine, Monte Pucci, la zona che, negli ultimi anni, è stata presa particolarmente di mira, fortunatamente, si è riusciti a far fronte con misure di prevenzione che hanno fatto sì che fossero salvaguardata una parte di territorio tra i più apprezzati, grazie anche alla sua felice posizione lunga la fascia costiera.
Altre aree interessate, "Chianche lisce", `Asciatizzo", "Particchiano".Sulle aree censite e inserite nel catasto delle aree percorse dal fuoco, per dieci anni è vietato realizzare edifici, strutture civili o avviare attività produttive, a meno che i progetti non siano stati autorizzati prima degli incendi.Ancora, per cinque anni, rimboschimenti e interventi di ingegneria ambientale, salvo specifiche autorizzazione del Ministero Ambiente.Infine, per dieci anni pascolo e caccia.


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