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L’anno “splendente” dell’Atletico Vieste termina con qualche ombra

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Il 2007 sicuramente è stato un anno importante per l’Atletico Vieste, prima il ritorno nel campionato di Promozione dopo 15 anni e poi un inizio di campionato scintillante con il secondo posto in classifica al giro di boa.Il 2007 è stato l’anno del trionfo con il campionato di Prima categoria vinto largamente ed anticipatamente, una vittoria quasi esagerata condita da 15 vittorie consecutive e il conseguente strapotere dello squadrone viestano, sancito, anche, dai 26 gol del bomber Maurizio Gentile e dalle illuminanti giocate dei gemelli Paolo e Rocco Augelli.
Era il Vieste dei grandi sponsor: “Antonio e Michele D’Aprile, dei fratelli Mangini, dei fratelli Pecorelli, del Vice Presidente Pino Papagni e del patron Lorenzo Spina Diana che con quel tocco di managerialità aveva dato finalmente inizio ad un nuovo ciclo.
Il team manager Matteo Azzarone ed il tecnico Michele Mimmo hanno sempre avuto le idee chiare, anche quando c’è stato il flop di Cannorozzi e Lasalandra. Così affiatati che sapevano di poter vincere ancora senza nulla cambiare. Quella squadra era stata costruita con raziocinio e con acquisti eccellenti che potessero durare nel tempo.
E’ stato un inizio di campionato a dir poco esaltante con l’Atletico Vieste protagonista assoluto per tutto il girone di andata. E’ stato un susseguirsi di emozioni con quelle strepitose vittorie contro tutte le grandi: Castellana, Mola ma soprattutto il forte Polignano che ha dovuto arrendersi al gioco veloce e travolgente dell’Atletico che anche in trasferta sui difficili campi di Terlizzi e Fortis Trani ha giganteggiato.
Una squadra straordinaria e matura, pilotata da Michele Mimmo, ottimo conoscitore della categoria. Capace di forgiare in un modo granitico il gruppo. Una ricetta semplice quella di Michele Mimmo basata su regole antiche. Equilibrio da parte di tutti. Nessun fanatismo da parte dei tifosi ma soprattutto il rispetto dei ruoli. Questo equilibrio è stato garantito proprio da tutti, stampa compresa. Per il bene del progetto sono state sottaciute tante notizie di corridoio. Si è sorvolato sui casi Elia Gravinese e Francesco Azzarone pur discutibili nella loro gestione. Sono passati quasi inosservati, quando anche i muri sapevano che sono partiti senza il consenso del tecnico Michele Mimmo che pure sul giovane Francesco Azzarone era disposto a scommettere, ma la società ha preferito cederlo.
Poi, la strana storia dei procuratori o amici di Barletta, il tesseramento di Modesto Alessio Severino, quello di Carlo Capuano ed ultimamente quello del centravanti: un italo-argentino proveniente dal campionato abruzzese..anch’esso per via di un procuratore. Tutte ombre sull’ultima e discutibile gestione. Discutibile anche, le impennate della società che ha “armato” (non si capisce ancora se volutamente) il sergente di ferro Matteo Azzarone a ereggersi protagonista ad oltranza di un calcio mercato ombroso, stile “vecchi tempi”. Di quel calcio alla viva il parroco, tanto da scatenare una vera e propria disfida tra il tecnico Mimmo e la stessa società. Sia ben chiaro se il calcolo della società è tenere tutto sotto il diretto controllo, la cosa potrebbe essere condivisibile, ma se frutto di estemporanee farneticazioni, tutti i dubbi sull’ultimo operato sono legittimi La domanda ora è cosa stà accadendo in casa Atletico Vieste?
La risposta, sotto, sotto l’ha sussurrata lo stesso patron Lorenzo Spina Diana annunciando candidamente l’ennesimo acquisto fatto dalla società all’insaputa del tecnico, sottolineato da quel: “tra la società e lo staff tecnico c’è un clima infuocato”.
Michele Mimmo queste cose le ha sempre minimizzate. Dissapori tra lui ed il team manager Matteo Azzarone erano noti da tempo. Un braccio di ferro quasi infantile tra i due, da una parte l’imporre al tecnico giocatori a lui sconosciuti, dall’altra  bocciare tutte le iniziative di Mimmo. Questi modi di fare stanno destabilizzando lo stesso spogliatoio che solo grazie alla maturità dei ragazzi non si è ancora diviso. Due strategie, quelle di Mimmo e Azzarone, completamente differenti che ormai sono in dirittura d’arrivo con la classica resa dei conti.
Mister Mimmo sembra amareggiato. Per ragioni di opportunità, facilmente immaginabili, preferisce glissare e non commentare i particolari, si è limitato a dire poche parole: “non capisco certi atteggiamenti. Voglio parlare solo con il presidente”.
Alle vigilia di Natale con l’Atletico Vieste protagonista del campionato di Promozione, registriamo un clamoroso “autogol” della dirigenza che rischia di compromettere non solo il rapporto con il tecnico, i giocatori più importanti, ma l’intero proseguo del campionato. Questo perché? Per imporre la propria ragione “economica”?
Michele Mascia


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