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Peschici, arriva il vincolo integrale della Soprintendenza per l’abbazia di Càlena

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Il 27 dicembre 2007 la Soprintendenza ai Beni Culturali della Puglia ha notificato ufficialmente al Comune di Peschici che l’abbazia di Càlena è stata sottoposta a vincolo integrale. E’ una notizia che attendevamo da tempo, visto che eravamo stati proprio noi del Centro Studi Martella insieme a Italia Nostra, a chiedere questa misura, facendo sottoscrivere l’istanza in primis all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio e  a vari Enti, Istituzioni e studiosi che parteciparono al Convegno “Insieme per Kàlena” svoltosi il 26 febbraio scorso a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia.Un passo senza dubbio importantissimo nel difficile iter che vede da dieci anni la nostra Associazione in prima fila per la risoluzione dell’annosa questione.
Lo stato attuale dell’Abbazia, di proprietà della famiglia Martucci, è così descritto nella nostra ultima comunicazione  (del 16 settembre scorso) al Soprintendente Ruggero Martines : «Càlena, lo abbiamo verificato l´8 settembre 2007, unico giorno dell’anno in cui è aperta al pubblico per la festa della Madonna, sta cadendo proprio a pezzi. E’ sempre più soggetta a vandalismi e a furti: lo stemma del portale del lato sud, chiuso e interrato, mostra segni abrasivi sui simboli dei Canonici Lateranensi; è appena sparito, nella chiesa nuova, quella con la campata principale en plein air, il lastrone di pietra che chiudeva l’ipogeo della cripta. Se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà (una trave di legno è in bilico); il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393 è completamente ricoperto da vegetazione invasiva e sta letteralmente sgretolandosi. La chiesa antica, risalente all´XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all´inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, divisa in due ambienti separati, continua ad “ospitare” attrezzi agricoli».
E' dal 1997, anno della sua istituzione, che il Centro Studi “Martella” sta  sensibilizzando l'opinione pubblica al recupero dell’antica abbazia dell’872 d.C. Si è fatto portavoce di un forte movimento di opinione che chiede di “salvare dalla lunga agonia di pietra” questa importante testimonianza della cultura della Capitanata e del Sud Italia. Un movimento che ha raggiunto una dimensione nazionale, come hanno dimostrato le migliaia di adesioni alle varie petizioni “Pro Kàlena”, giunte anche via Internet da tutta Italia.
Vari convegni,  giornate di studio e il libro/denuncia del Centro Studi Martella “Salviamo Kàlena. Un’agonia di pietra”, hanno posto all'attenzione di tutti  la storia millenaria dell'abbazia, dando una visione d'insieme alle varie problematiche, per sensibilizzare le varie Istituzioni alla tutela del monumento, affinché cercassero, tutte insieme, le soluzioni concrete e più opportune per il restauro di questa notevole struttura architettonica.
Per realizzare un sogno: che finalmente Càlena sia restituita alla fruizione collettiva non soltanto dei residenti, ma dei numerosi cittadini del mondo che scelgono il Gargano come meta preferita delle proprie vacanze non solo per il mare incontaminato e lo splendido paesaggio, ma per l'originale storia e cultura di cui è stato protagonista nel corso dei secoli.

Il presidente del Centro Studi Martella
prof.ssa Teresa Maria Rauzino


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