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Sanità, lo scandalo del 118

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Le Asl pagano oltre 13 milioni all’anno alle associazioni onlus. Ai “dipendenti” ne vanno solo 5,5. Puglia volontari schiavi. Venti euro per otto ore in ambulanza.
Un esercito mal pagato. Anzi sfruttato. Sono i i3oo volon­tari in servizio permanente effettivo presso le associazioni onlus attive nell'assistenza sanitaria specializzata del 118. In Puglia queste associazioni sono trenta e fanno risultare i pro­pri volontari come soci, pagandoli dai 20 ai 25 euro al gior­no per prestazioni di otto ore in ambulanza con compiti di autista dell'ambulanza o aiuto-medico e infermiere. Non so­lo: a questi stessi lavoratori effettivi con la patente di volon­tari non vengono riconosciuti permessi, ferie e coperture as­sicurative. Calcolando che le Asl pugliesi, complessivamente, versa­no nelle casse delle varie associazioni circa 13,7 milioni al­l'anno, e che nel medesimo arco di tempo nelle tasche dei volontari finiscono appena 5,5 milioni, è facile desumere co­me il frutto per le onlus in questione ammonti a circa 8,2 milioni di euro annui. Tra l'altro, il lavoro da fare per i volon­tari è quello di supporto al personale sanitario strutturato delle Asl: il peggiore, dal punto di vista dello sforzo fisico. In Puglia, al momento, operano 127 postazioni del servi­zio 118 con personale misto (Asl-volontari). La provincia che ne conta di più è quella di Foggia con 45. La provincia di Lecce è l'unica ad avere maggiore personale strutturato ri­spetto al numero di volontari.


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