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Riesumazione di Padre Pio , le perplessità di Legambiente

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L'annuncio ufficiale da parte del nostro arcivescovo inerente la riesumazione delle spoglie mortali di P.Pio, come era prevedibile, ha suscitato diffusi commenti e creato un generale clima di fermento.I cittadini di San Giovanni Rotondo non avendo dimestichezza in materia di diritto ecclesiastico, tribunali della Chiesa e ricognizioni canoniche, ma sentendo forte il senso di appartenenza alle recenti problematiche, ritengono utile sollevare opinioni ed avanzare proposte unicamente per far si che vengano sciolti i dubbi e sopiti i dissapori. Se si escludono coloro che di fronte a tale argomento restano indifferenti, la maggioranza esprime un certo dissenso, sia per assecondare il desiderio espresso dallo stesso P.Pio di "riposare in pace in un
cantuccio di questa terra generosa", sia perché l'idea di andare ad estrarlo dal profondo loculo, appositamente realizzato per meglio proteggerlo e per consentirne una lunga conservazione, non piace. Per quanta attenzione si possa prestare, provocherebbe comunque guasti tali da modificarne l'aspetto preesistente, quell'immagine sempre viva nei ricordi di quanti la videro per l'ultima volta. Tale eventualità per la gente sensibile appare quasi un'irriverenza, una mancanza di tenerezza nei confronti di un corpo indifeso e amato da tanta gente, sarebbe come infiggergli ferite e destarlo dal suo apparente sonno eterno. Quando fu riesumata la salma di Papa Giovanni XXIII, nell'osservare quei guasti che ne avevano totalmente modificato l'aspetto, si restò divisi tra un sentimento di gioia nel sapere di essere al cospetto di un grande Papa, ma anche da un profondo senso di pietà dinanzi allo stato in cui apparivano i suoi resti mortali. Anche se verificare lo stato di conservazione di P. Pio ed osservarlo con i propri occhi sarebbe desiderio comune, altrettanto triste sarebbe vederlo in uno stato diverso da quello di 40 anni fa. In passato le spoglie mortali di santi e beati furono sempre oggetto di verifiche e di ricerche, proprio per
accertarne l'esistenza e verificarne lo stato di conservazione, migliorarne la durata, proteggerle e renderle più vicine e presenti al contatto visivo e materiale dei fedeli, ma si è sempre trattato di pratiche eseguite in tempi remoti con metodi empirici, con manipolazioni che per quanto delicate provocavano comunque scomposizioni della salma, che di sovente si frammentava per impossessarsi di reliquie. Oggigiorno con le moderne tecnologie è possibile ispezionare l'interno della bara senza necessariamente rimuoverla ed aprirla, si può osservare senza nulla toccare, vedere meglio che direttamente, se si vuole è possibile così dare a tutti ed al mondo intero quel contatto visivo ed immediato, reale e simultaneo per toccare non con la mano ma con l'intensità dello sguardo, della mente e della fede.


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