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Arrestato il coordinatore regionale del WWF vicino all’assessore Minervini

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I tre, tutti del Barese, sono accusati – tra l'altro – di violenza privata continuata aggravata, omicidio colposo con morte come conseguenza di altro delitto, falsità ideologica e materiale, abuso d'ufficio • Il Wwf: stupiti per il grave provvedimento Il coordinatore regionale pugliese del Wwf, Pasquale Salvemini, di 41 anni, di Molfetta, è una delle tre persone arrestate dai carabinieri di Barletta per presunti abusi e violenze compiute nel corso di controlli antibracconaggio dal 2005 al 2007 nel Nord Barese.  Il Salvemini noto anche a Vieste per aver partecipato a dei sopralluoghi che hanno portato ai sigilli di alcuni stabilimenti balneari. I tre sono accusati di violenza privata continuata aggravata, omicidio colposo con morte come conseguenza di altro delitto, falsità ideologica e materiale, abuso d’ufficio, calunnia continuata aggravata e lesioni aggravate.
Anche gli altri due arrestati sono incensurati e ritenuti insospettabili. La guardia venatoria volontaria, che è accusata anche di detenzione illegale di munizioni, è un parrucchiere di Barletta, Maurizio Checchia, e ha 37 anni.
L’agente del corpo forestale dello Stato si chiama Raffaele Stano, ha 42 anni ed è di Sannicandro. Nella sua abitazione i militari hanno trovato richiami da caccia illegali che i tre avrebbero nascosto nelle zone di caccia per poi accusare i cacciatori della loro detenzione.

LA RICOSTRUZIONE
Avrebbero svolto controlli contro il bracconaggio con metodi sin troppo decisi, addirittura violenti: in un caso avrebbero provocato un attacco di cuore e la morte di un anziano sottoposto a controlli, in un altro avrebbero malmenato un altro cacciatore: presunti responsabili di queste violenze sono un appartenente al Corpo Forestale dello Stato, un dirigente locale del Wwf e una guardia venatoria volontaria. Tutti e tre sono stati arrestati stamane all’alba dai carabinieri della compagnia di Barletta in esecuzione di un’ordinanza del gip di Trani.
I tre sono accusati di violenza privata continuata aggravata, omicidio colposo con morte come conseguenza di altro delitto, falsità ideologica e materiale, abuso d’ufficio, calunnia continuata aggravata, lesioni aggravate, tutti reati commessi tra il 2005 e il 2007. Il forestale dovrà rispondere anche della modifica di un’arma legalmente detenuta.
I carabinieri hanno accertato che i tre, facendo controlli nell’area del nord barese, a volte agendo anche con i volti coperti, sottoponevano i cacciatori a perquisizioni con metodi poco ortodossi. Un controllo particolarmente aggressivo fatto a Spinazzola, il 6 novembre 2005, avrebbe provocato la morte di un cacciatore 82enne, originario di Riccione. L’uomo, vistosi accerchiato, fu colto da arresto cardiocircolatorio e si accasciò al suolo.

Nel corso di un altro controllo fatto a Barletta un anno fa, il 14 gennaio del 2007, il forestale avrebbe addirittura rotto il setto nasale a un cacciatore con una testata.
E' stato inoltre accertato che i tre, almeno in un caso, attuarono una serie di attività con lo scopo di accusare ingiustamente alcuni ignari cacciatori dell’impiego di richiami per uccelli, che essi stessi avevano nascosto poco prima nei pressi delle zone di caccia.
Nel corso delle perquisizioni sono stai trovati a casa del forestale più di 30 riproduttori elettromagnetici con cd e musicassette per il richiamo degli uccelli.


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