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MICHELE LORUSSO, EMIGRATO DA VIESTE A TREVISO PER FARE IL DIRETTORE D’ORCHESTRA

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«E' stato davvero qualcosa di unico a livello emozionale, perché oltre ad essere uno dei pochi fortunati a dirigere un'orchestra di lirica nel secondo teatro più importante del Veneto, ho avuto l'onore ed il piacere di farlo con un violista d'eccezione, mio figlio Emanuele». Sono state queste le prime emozioni che ha raccontato il viestano (ora trevigiano di adozione) Michele Lorusso, al termine del concerto lirico-sinfonico che ha diretto venerdì scorso 25 gennaio al teatro di Treviso con il coro Filarmonico Trevigiano «Sante Zanon».    
«Per mestiere ho girato tanto, con tournee in Francia, ad Orleans e Parigi, Germania e naturalmente Italia, dove mi sono particolarmente emozionato ad Assisi nella chiesa di San Francesco. — ha ricordato Lorusso  — Ma ho percepito particolari sensazioni venerdì scorso perchè a teatro c'era davvero una bella atmosfera. In sala erano presenti settecento spettatori, e almeno duecento sono rimasti fuori poichè i biglietti non erano sufficienti a soddisfare tutte le richieste. In tre soli giorni c'era già il tutto esaurito».

Il successo di oggi, come spesso accade, si scontra con la durezza degli inizi. «Sono arrivato qui a Treviso quasi quattro anni fa. All'inizio è stata davvero dura. — ricostruisce Lorusso — Ho sgomitato parecchio per emergere… mi chiamavano il "maestro terrone". Poi, però, con la tenacia, la grinta e la pazienza sono riuscito a dare il meglio di me stesso e tutti hanno avuto modo di apprezzarmi. Così ora sono un trevigiano d'adozione. La musica è stata sempre la mia passione e per essa ho lasciato Vieste. A dir la verità, all'inizio brancolavo nel buio, perchè nulla era certo pur mandando il mio curriculum a destra ed a manca. Al sud ci sono tanti talenti, la maggior parte si brucia perchè non vengono coltivati e valorizzati».
Oltre all’esperienza in Veneto, il direttore d’orchestra viestano traccia un quadro della situazione nella sua (comunque) città natale. «A Vieste ci sono centinaia di imprenditori turistici e nove istituti di credito per una cittadina di quindicimila anime. Si punta tutto sul turismo, e non si capisce che non si può vivere facendo reddito solo tre mesi l'anno. Bisogna investire sulla cultura, anche per dare nuovi stimoli alle giovani generazioni. Ma questo non è solo un problema di Vieste, ma di tutto il Gargano, che qui in Veneto è amatissimo, ma purtroppo non si riesce a vendere bene per mancanza di iniziative promozionali e offerte di pacchetti mirati. Io sto facendo di tutto per valorizzare Veste, la mia città, ma ogni sforzo risulta vano. Avevo proposto di regalare una boccettina d'olio e delle brochure agli spettatori presenti in sala a Treviso, per dare visibilità a Vieste, ma non ho ricevuto nessuna risposta dagli assessori. Ora a fine febbraio dovrei scendere a Vieste per pianificare alcune iniziative estive e spero che almeno quest'operazione vada in porto positivamente».

Per il concerto di Treviso forse più che per sé, Michele ha un motivo d'orgoglio ben maggiore. «Mio figlio Emanuele è davvero un grande talento. E' stato l'unico sin ora ad entrare al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano senza passare dalle graduatorie. Gli esaminatori dopo cinque minuti di esibizione, all'audizione, l'hanno ammesso subito. Lui è un grande violinista e questa passione ce l'ha sin da piccolo quando ha cominciato a seguire lezioni private a Pescara. Poi ha dato esami in giro per l'Italia, ed ha vinto molti concorsi. Anche se la passione musicale regna in famiglia, Emanuele ha preso le sue decisioni in piena libertà. Ora è all'ottavo anno di conservatorio ed il suo maestro è il primo violinista della Scala di Milano: anche lui è esterrefatto del talento. Tutti dicono che a breve si affermerà a livello internazionale. Ne so davvero fiero».
Per l’emigrato direttore d’orchestra, più che al passato bisogna guardare al futuro pieno di appuntamenti. «Dirigerò uno spettacolo di lirica a carattere nazionale per festeggiare i 150anni della nascita di Giacomo Puccini — ci anticipa — A questo importante progetto mancano solo i dettagli. I protagonisti saranno due attori famosi della tv. Dopo l'esibizione di venerdì sono stato contattato da un manager che fa tournee in Germania, e spero che anche quest'avventura possa partire al più presto. Mi sto muovendo anche a livello personale. Infatti sarò il direttore artistico del Festival della Musica che si terrà a Treviso dal 6 al 13 giugno 2008, ed è in cantiere qualche iniziativa anche su Vieste. Sto cercando di costruire un ponte tra la provincia di Foggia e Treviso, per valorizzare e dare un futuro concreto ai numerosi talenti nostrani. Ci tengo a valorizzare Vieste ma non ci ritorno a vivere, perche ormai la mia vita è estremamente legata a Treviso. Sono orgogliosamente meridionale e viestano e voglio vivere il resto della mia vita nella musica».


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