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Incendi sul Gargano – L’UE NEGA GLI AIUTI, ERRORI NELLA RICHIESTA DALL’ITALIA

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Richiesta irricevibile dagli organismi dell'Unione Europea: il Governo e la Protezione civile avevano inserito nella richiesta altri incendi. Il Comune di Peschici chiederà i danni al Governo.

L'Europa non potrà dare un solo centesimo al Gargano per il devastante in­cendio del 24luglio. Morirono tre peschiciani e andarono in fumo oltre 3.000 ettari tra Pe­schici e Veste. La richiesta alla Commissione europea da par­te del Governo di finanziamen­ti del fondo di solidarietà è ar­rivata fuori tempo massimo, in ritardo. Sotto accusa Gover­no e dipartimento nazionale di Protezione civile. «Quanto accaduto è gravissimo. Uno schiaffo ad un territorio già pe­santemente colpito. Chiederò il risarcimento danni al gover­no nazionale. Bertolaso do­vrebbe solo dimettersi», di­chiara il sindaco di Peschici, Franco Tavaglione inviperito. «Irricevibile»: così è stata giudicata dal direttore genera­le della commissione europea la richiesta del Governo italia­no. Irricevibile non perché non ci siano stati danni e mor­ti, ma perché il dipartimento nazionale di Protezione civile ha inserito tra gli incendi an­che quelli per i quali non era più possibile ottenere la sov­venzione. Nell'elenco che ha accompagnato la documenta­zione inviata alla Commissio­ne a il primo incendio inserito e per il quale si chiedevano fondi non è quello del 24 lu­glio di Peschici, ma un incen­dio avvenuto in Puglia nel me­se di giugno. Questo incendio di giugno di cui al momento non si conoscono i particolari ha fatto saltare tutto. Il fondo di solidarietà può essere richie­sto da uno degli Stati membri per gravi catastrofi o per even­ti che hanno causato gravi ri­percussioni sulle condizioni di vita dei cittadini, dell'am­biente e dell'economia. L'arti­colo quattro del regolamento recita che lo Stato può presen­tare alla commissione una do­manda di intervento per otte­nere la sovvenzione «non ap­pena possibile e comunque non oltre dieci settimane dalla data in cui si è verificato il pri­mo danno dovuto alla catastro­fe». La richiesta da Roma è partita da settembre ma siccome il primo danno segnalato non è stato quello del 24 luglio del Gargano, ma un evento di giu­gno, le dieci settimane di tem­po erano abbondantemente scadute. E la commissione non ha neppure esaminato l'in­cartamento rispendendolo al mittente. Chi ha provveduto a fare l'istruttoria? Chi ha segna­lato a Roma quali incendi inse­rire per avere fondi? Ma c'è di più. Fino a14 settembre il fon­do di solidarietà non prevede­va la possibilità di sovvenzio­ni per gli incendi boschivi. Ta­le è stata la portata dell'incen­dio di Peschici e degli altri in­cendi nelle regioni del Medi­terraneo che a settembre il Par­lamento ha approvato un emendamento del vicepresi­dente Mario Mauro in virtù del quale, poi, il Governo ha potuto chiedere la sovvenzio­ne anche per gli incendi del Gargano e della Puglia. Una beffa. Resta i da capire come mai i Comuni del Gargano non abbiano ancora ricevuto la comunicazione ufficiale né dalla Protezione civile né dalla Regione Puglia sul fatto che la sovvenzione sia andata in fu­mo. La commissione europea ha risposto all'Italia nell'otto­bre scorso, risposta protocolla­ta dal dipartimento nazionale della Protezione civile il 7 di­cembre. Ufficialmente però nessuno lo ha ancora comuni­cato al Gargano.


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