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Niente fondi UE per incendi Gargano, la risposta di Vendola in Consiglio regionale

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"E' una vicenda particolarmente amara, violenta e volgare. Nel corso della mia esperienza di presidente della Giunta regionale, in due anni e mezzo ne ho subite di cotte e di crude, ho conosciuto l'asprezza della contesa politica, ma oggi per la prima volta ho sentito dentro di un sentimento di profonda umiliazione proprio per il mestiere, per il lavoro, per l'impegno.Ci sono momenti in cui le persone, le loro vite, la loro carne viene presa e portata nell'arena dei gladiatori a disposizione delle bestie, delle belve. Penso che questa è una concezione veramente barbarica, tribale della politica. Io vorrei astrarmi da questa idea. Bisognerebbe sempre capire quale è il limite del rispetto delle persone, limite che non va mai superato". Toni secchi, forti per il presidente della Giunta regionale Nichi Vendola che ha risposto in Aula ad una interrogazione urgente, a firma dei consiglieri regionali Palese, Tarquinio, Damone, Ruocco e Cera, sugli incendi, sviluppatisi sul Gargano, del 21 luglio 2007 e la perdita dei Fondi europei. Il Presidente, che spera che "venga posta la parola fine su questa vicenda", ha preso la parola in aula dopo gli interventi dei consiglieri Francesco Damone (che ha compiuto un'ampia e completa ricostruzione degli eventi), Angelo Cera (che ha chiesto al presidente Vendola di chiedere al governo nazionale il riconoscimento al valore civile per la popolazione del Gargano) e Rocco Palese ("emerge una responsabilità delle regioni nella perdita dei fondi"). Un ringraziamento solo ai primi due consiglieri da parte di Vendola "per il garbo e per il contenuto delle cose che hanno detto e per l'onestà intellettuale della ricostruzione fatta da Damone". "Non ringrazio invece chi – ha proseguito Vendola – mette sempre una robusta dose di furbizia, ma poichè stiamo parlando di una persona che gode la mia stima, speravo che il presidente Palese ci desse un contributo di altro livello". Sul fondo di solidarietà europeo e sul suo regolamento, Vendola è stato molto chiaro. "Stiamo parlando di un fondo di solidarieta' che viene istituito su una vicenda specifica, e cioè sulle alluvioni che dopo il 2000 colpiscono tanta parte dell'Europa. E' un fondo quindi tarato sulle alluvioni, la cui caratteristica è quella di essere una calamità naturale. E' difficile immaginare che un'alluvione sia provocata per dolo. Poi ci sono i parametri del regolamento alquanto rigidi. In questo contesto, gli incendi boschivi pongono un problema complesso. Sono calamità naturali? Nel nostro caso l'elemento doloso e la tenaglia criminosa hanno avuto un ruolo importante nella sequenza degli incendi. Ma nella settimana precedente si realizzano due condizioni che rendono indubitabile il tema della calamità. E cioè il vento di libeccio a 40 nodi e le temperature tra 40 e 50 gradi E queste due condizioni strutturano la credibilità dell'evocazione del tema della calamità naturali Per noi è importante perché non possiamo chiedere ristori per calamità naturali mentre stiamo dimostrando che è un evento doloso". Una vicenda complessa dunque sulla quale però la regione Puglia non si tira indietro e, nonostante la difficolta' di raggiungimento dei parametri contenuti nel regolamento, prova lo stesso a presentare domanda. Ha spiegato Vendola "lo facciamo perché sappiamo che possono intervenire delle modifiche al parlamento europeo, ma sono state modifiche insufficienti perché bisognava cambiare anche i parametri del regolamento. Ma noi dovevamo comunque mandare quelle carte. Era ragionevole immaginare che potevano intervenire modificazioni tali da permettere l'accesso al fondo". -Partita difficile anche per altri paesi come Spagna e Grecia, e anche per altre regioni, ma "chissa' come mai" si domanda Vendola "questo pandemonio scoppia solo in Puglia dove ci sono state due settimane di gogna mediatica con un livello di strumentalizzazione politica che ha rasentato la barbarie in alcune dichiarazioni e poi dopo due settimane si deve chiudere la vicenda dicendo non eccediamo nella polemica politica. Bene, io non ho mai ecceduto, anzi ho subito la polemica politica. Non ho detto una parola. I danneggiati in questa vicenda sono due. Il sottoscritto e i cittadini del Gargano che sono stati ingannati da chi ogni giorno diceva ora arrivano i soldi e poi improvvisamente i soldi non arrivavano". Vendola ha poi parlato anche "della inottemperanza del sindaco di Peschici che non ha ancora redatto il piano della protezione civile del catasto del fuoco", ha fatto riferimento alla situazione dell'Argentario "territorio emblema del fuoco" dove la situazione degli incendi è stata risolta con "uno stretto rapporto tra enti pubblici, corpi preposti e rete del volontariato" e si è chiesto chi avesse parlato della cifra di 61 milioni di euro. "Chi ha desunto questa cifra che poi è diventata realta'?". Un accenno anche alla Procura di Foggia "perché c'è un problema di accertamento delle responsabilità che va chiarito". Infine, sulla richiesta avanzata da Angelo Cera, Vendola si è detto disponibile. "E' una proposta davvero molto interessante – ha detto il presidente – perché la vicenda del Gargano merita di essere conosciuta e di restare scolpita nella memoria. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie".


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