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«Schiavismo»: 17 condannati

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Pene comprese tra i 10 e i 4 anni di reclusione sono state inflitte al termine del processo abbreviato ai 17 accusati di aver preso parte ad un'associazione criminale internazionale finalizzata alla tratta e alla riduzione in schiavitù di numerosi polacchi impiegati nel Foggiano, tra il 2004 e il 2005, nella raccolta del pomodoro.

 

Diciassette condanne a pene comprese tra i dieci e i quattro anni di reclusione sono state inflitte al termine del processo abbreviato ad altrettanti imputati (in gran parte cittadini polacchi) accusati di aver preso parte ad un’associazione criminale internazionale finalizzata alla tratta e alla riduzione in schiavitù di numerosi polacchi impiegati nel Foggiano, tra il 2004 e il 2005, nella raccolta del pomodoro. Lo ha deciso il gup di Bari Antonio Lovecchio.
La condanna alla pena più alta è stata inflitta al polacco Jan Mariusz Poleszak, di 40 anni, a Petro Murmylo, ucraino di 36, a Cezary Janusz Niedzwiadek, polacco di 41, a Krzystof Owczarek, polacco di 38, e a Mohamed Habbeche, algerino di 39. Altri due imputati sono stati condannati a sei anni ciascuno, altri sei a quattro anni e sei mesi; altri quattro a quattro anni di reclusione. Due imputati sono stati invece assolti.
Dall’indagine della magistratura barese, che nel luglio 2006 culminò con numerosi arresti, è emerso che i polacchi, inseguendo il sogno di un lavoro facile, venivano portati nel Foggiano dove finivano nella rete di gruppi criminali che li trattavano come schiavi, facendoli lavorare nei campi in cambio di una manciata di euro. Molti dei lavoratori che si ammalavano sarebbero stati lasciati morire in casolari fatiscenti.

 


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