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Effetto Padre Pio, attesi dieci milioni di pellegrini

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A poche ore di distanza dall'apertura della bara, la salma di san Pio è stata già sottoposta ad alcuni trattamenti dai periti incaricati dell'esumazione e della ricognizione canonica dei resti del santo di Pietrelcina.
Un'operazione necessaria, secondo i periti, per evitare che il corpo, rimasto quasi intatto tranne un processo di scheletrificazione della parte superiore della testa (le stimmate invece erano già scomparse), subisse un degrado inarrestabile soprattutto a causa dell'umidità. Ad estrarlo dal sepolcro, alle 23,19 di ieri, sono stati otto frati scelti appositamente per questo compito. Padre Pio era sepolto nella cripta del santuario della Madonna delle Grazie a circa un metro di profondità. Quando sarà pronto per l'esposizione ai fedeli, a partire dal 25 aprile (il giorno prima ci sarà la cerimonia di ostensione presieduta dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi, card.Josè Saraiva Martins), la sua tomba sarà poggiata probabilmente su un piedistallo, in posizione sopraelevata rispetto al suolo. Per tutto il periodo dell'esposizione la salma sarà coperta da una teca di vetro, poi anche la teca verrà coperta. Intanto, secondo quanto riferito dal portavoce del convento dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo, l'effetto esumazione della salma sta già lasciando il segno. Fino a ieri erano 30.000 le prenotazioni di fedeli per venerare le spoglie esposte, ma da questa mattina hanno fatto registrare un'impennata. Per i 20 frati cappuccini che vivono nel convento, ai quali si aggiungono a rotazione altri 20 provenienti da tutto il mondo impegnati soprattutto nelle confessioni, è in arrivo un altro periodo di grande afflusso di fedeli. E chi si attendeva, dopo le polemiche delle scorse settimane, qualche barlume di contestazione sul sagrato del santuario contro un'eventuale traslazione della salma di san Pio, è rimasto deluso. Peraltro già nelle prime ore del mattino dal convento dei cappuccini era giunta una lunga nota con cui, oltre a descrivere minuziosamente le fasi che hanno portato all'apertura della bara di padre Pio (un prologo il 28 febbraio scorso cui è seguita l'esumazione vera e propria di ieri), si smorzava ogni polemica precisando che la salma del santo, sia nel periodo dell'esposizione che in quello successivo, non verrà spostata dall'antica cripta. 'Giusto così, le voci ci avevano provocato inquietudine' ha commentato una donna di un gruppo di preghiera della provincia di Bari mentre sostava dinanzi al santuario. Lo stesso portavoce del convento ha aggiunto che 'nè il vescovo nè i frati hanno mai discusso su un'ipotesi di traslazione della salma'. Ora è cominciato il conto alla rovescia fino al 24 aprile, ma forse se ne sono aperti due contemporaneamente. Perchè le parole dell'arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Domenico D'Ambrosio, dette ai fedeli ieri sera dopo l'apertura della bara ('Padre Pio ci vuole bene. Avete già capito forse chi ci porterà padre Pio') hanno fatto ricordare la promessa fatta un anno e mezzo fa da Papa Benedetto XVI. 'Verrò a San Giovanni Rotondo' aveva detto, in un incontro privato, a mons.D'Ambrosio e al ministro provinciale dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo, frate Aldo Broccato. La data della visita non è stata ancora fissata, ma per questo lembo di Puglia che su padre Pio ha puntato tutto, anche il proprio futuro economico, l'arrivo del Pontefice sarebbe visto come un altro 'miracolo', indiretto, del 'frate con le stimmate


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