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FORSE SALVI I 750.000 DESTINATA AL MUSEO VIRTUALE DI GROTTA PAGLICCI

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L'allarme-appello lanciato dal presidente del Centro Studi Paglicci e responsabile della mostra-museo sul sito preistorico, l'operatore culturale Enzo Pazienza, rivolto a salvare 750.000 euro di fondi pubblici destinati alla realizzazione di un Museo virtuale sul giacimento paleolitico, sta producendo già i primi frutti.Come si ricorderà, nei giorni scorsi, Pazienza scrisse agli organi di informazione per protestare contro il lassismo della burocrazia e della classe politica nei confronti di questo e di altri finanziamenti ottenuti dal Parco Nazionale del Gargano nell'ambito di appositi Piani Integrati Settoriali (Por Puglia 2000/2006) per valorizzare il turismo, la cultura, l'ambiente e per creare opportunità di sviluppo e lavoro soprattutto in piccole realtà come Rignano. L'invito a prendere in mano l'intero "Caso Paglicci" fu rivolto dal Centro Studi al commissario dell'Ente Parco Ciro Pignatelli, che nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco Antonio Gisolfi e il delegato all'ambiente Antonio Renza. Qualche giorno fa lo stesso Pazienza si recò al Parco presso l'ufficio tecnico per chiedere lumi sulla questione. Le lentezze e il lassismo degli apparati burocratici si è rivelato da subito. Di qui la presa di posizione del sodalizio rignanese, che, chiedendo pure l'apertura del Museo vero e proprio in Corso Giannone al civico 10 (sono stati spesi circa un miliardo di vecchie lire a tal proposito), continuerà a vigilare perché non si perdano un miliardo e mezzo di vecchie lire. Intanto l'altra sera incontro in paese presso la mostra-museo di Grotta Paglicci. Presenti all'appuntamento la direttrice del Parco Filomena Tanzarella (ancora in aspettativa), l'archeologa dell'Università degli Studi di Siena Annamaria Ronchitelli (responsabile delle ricerche nel sito preistorico), il sindaco Antonio Gisolfi, l'assessore alla cultura Domenico Danza, lo stesso Pazienza e alcuni delegati dell'Ateneo senese, dell'ufficio tecnico del Parco e del Centro studi. Il rendez-vous è stato fortemente produttivo e ha lasciato sperare per il futuro. Ma si dovrà correre e parecchio. Il bando, come ha riferito la stessa Tanzarella, è pronto per l'emanazione, avendo ottenuto anche ok della Soprintendenza Archeologica della Puglia. E allora? Si attende l'ultima autorizzazione, quella della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Daunia, capitanata come noto da Alfredo De Biase, che dovrà dare il proprio parere (e si è atteso fino ad oggi?) sulle tre strutture interessate dal Pis: la stessa mostra-museo, l'ex-chiesa del Purgatorio e l'ex-asilo municipale. Per concludere, il sindaco dovrà chiedere una proroga alla Regione Puglia e al Parco perché si abbia il tempo di terminare l'opera nel migliore dei modi. E' la tipica "storia all'italiana", che si intreccia con lo stato di degrado in cui versa anche Grotta Paglicci. Stando a quanto dichiarato dalla Ronchitelli, gli scavi nel sito paleolitico più importante d'Europa potrebbero riprendere anche ad ottobre 2008, dopo uno stop di circa due anni, ma si dovrà mettere prima in sicurezza gran parte delle pareti del cosiddetto "Riparo Esterno". Per intervenire in tal senso, tuttavia, si dovrà attender l'autorizzazione dei proprietari della grotta, i fratelli Bramante, unici responsabili per la sicurezza in base anche all'ultimo decreto governativo in materia. Anche in questo caso la lentezza della burocrazia è stata negativamente determinante. I tentativi di accordo tra il Comune, il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero delle Finanze non ha portato a nulla di concreto. All'Amministrazione Pubblica locale non resta che la strada rapida dell'esproprio d'urgenza per pubblica necessità. Si chiuderà il "Caso Paglicci"?


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