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Tore tentò di salvare Ciccio?

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 Secondo una ricostruzione pubblicata oggi su di un quotidiano locale, Francesco, il 25 febbraio scorso, sarebbe stato trovato dai Vigili del fuoco «aggrappato a un secchio con un metro e mezzo di corda». Il giornale ipotizza che abbia tentato di salvare il fratello, caduto nel pozzo della casa abbandonata di Gravina di Puglia, lanciandogli quella corda. Ma gli inquirenti smentiscono seccamente: era pieno di corde e secchi.
Salvatore Pappalardi avrebbe lanciato una corda al fratello Francesco, finito per errore nella cisterna nella quale entrambi i fratellini sono stati trovati morti a 20 mesi dalla lo scomparsa, a Gravina in Puglia. E' questa la ricostruzione pubblicata oggi dal quotidiano «il Giornale» che segnala come nella cisterna dov'erano i corpi sono stati trovati una corda di un metro e mezzo e un secchio e che Ciccio, quando il 25 febbraio scorso è stato trovato dai vigili del fuoco, «era aggrappato a un secchio con un metro e mezzo di corda, un oggetto che lascia pensare a una nuova ricostruzione della tragedia».
Di tutt'altro avviso gli investigatori che chiariscono che nella cisterna nella quale sono stati trovati Ciccio e Tore sarebbero stati trovati più secchi dell’acqua, legati a corde o a catene, e che essi non sarebbero da mettere in relazione con la caduta dei fratellini nel pozzo.
Secondo fonti vicine alle indagini, infatti, i secchi trovati sarebbero da considerare oggetti connessi con la funzione della cisterna (quella di dare acqua al grande casale) e finiti in fondo al pozzo e abbandonati via via negli anni.
Ad ogni modo – si rileva – nessuno dei secchi è stato trovato accanto al corpo di Ciccio, nè questi vi era aggrappato.


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