The news is by your side.

Emma Marcegaglia, la prima donna in vetta alla Confindustria

9

"Peggio di un dittatore". Così Vittorio Merloni, presidente della Indesit (quella dei frigoriferi), ironicamente ha commentato i 125 voti favorevoli, su 135, che hanno eletto Emma presidentessa di Confindustria per i prossimi quattro anni.Un fatto epocale, se si pensa che in quasi un secolo questa è la prima nella sua storia che l’associazione degli industriali sceglie una donna come guida. Anche quando fu nel %, nominata presidente dei giovani industriali un­der40, era la prima donna a rivestire quel ruolo. Ruolo che le ha dato facile ingresso alla vicepresidenza di Confin­dustria. Il gruppo Marcegaglia nasce con il padre di Emma, Steno, do­ve lei entra a soli 23 anni, subito dopo la laurea in economia aziendale alla Boc­coni di Milano. Dalla "semplice" produzione di tubi in acciaio (set­tore in cui è ai primi posti nel mondo) Marcegaglia, approda al 2008 con un fatturato che supera i 300milioni di euro ed una diversifica­zione di investimenti che va dalla produzione di energia con i rifiu­ti al turismo. Proprio questi, sono i canali entro i quali il gruppo mantovano è presente in Capitanata (e nel Tarantino). È Pugno­chiuso il regno di Marcegaglia, dove nella Baia omonima e in quel­la di Portopiatto ha costruito e gestisce un complesso di 4 struttu­re: l' Hotel degli Ulivi, Villette delle Macine, l'Hotel del Paro e Resi­dence del Belvedere. Si prospettano quattro anni movimentati. Basta ricordare la boc­ciatura della riforma di Alfonso Pecoraro Scanio del 2006. "Can questo provvedimento si fa un salto indie­tro di quindici anni-commentò – e si tor­na ad una situazione dove, in presenza di norme generiche ed imprecise, la gestione dei rifiuti e' affidata all'interpretazione di­screzionale dei magistrati, con gravi di­storsioni di mercato e con la continua incertezza, da parte delle imprese, se agisse­ro in modo legittimo o meno". Nel suo incontro con Nichi Vendola il fine gennaio scorso, non nasconde assolutamente la propria posizione in materia di energia. “Siamo una nazione – commentò – che è dipendente dal petrolio e dal gas. Quest’anno i rincari potrebbero incidere negativamente sul Pil riducendo la crescita di metà punto percentuale. Perciò, dobbiamo discutere delle soluzione. La Puglia ha il compito di lavorare affinché venga migliorato il sistema nazionale  dell’approvvigionamento di gas. Ci vogliono numerosi gasdotti e 5-6 rigassificatori”.

Francesco Bellizzi
L'Attacco


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright