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San Pio ‘appare’ nella cripta

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Il sogno e il miracolo sono doni e Luis Napoletano li ha ricevuti entrambi da San Pio. Quattro giorni fa ha visto il volto del frate delle stimmate nitido sul marmo della cripta. Una grande emozione, per lui, 53 anni, bidello alla scuola Ugo Foscolo di Foggia.A fine gennaio aveva cominciato uno sciopero della fame, durato sette giorni, per protestare contro l'esumazione di San Pio. Una protesta solitaria e silenziosa, tutta interiore, proprio come le vicende che hanno legato la vita di Luis a quella del Santo. Lui per una parte della sua vita è stato ateo – "Vedere un crocifisso non mi faceva nessun effetto, non pregavo e non provavo nessun tipo di emozione nei confronti dei Santi e della Chiesa", ricorda – fino al '61. A luglio di quell'anno la sua vita comincia a cambiare: si ammala di tifo e dopo oltre un mese di ospedale, quando le sue condizioni sono così gravi che un prete va a confessarlo e a dargli la Comunione perchè ormai in punto di morte, si sveglia, apre gli occhi e dice di aver sognato Padre Pio. I medici lo visitano e anche se stentano a crederlo, lo dichiarano guarito. Al sogno è seguita una vera e propria conversione e una vita improntata all'amore cristiano e alla fede, vissuta accanto a Padre Pio. "Ho iniziato a fare la comunione abitualmente e ad andare a San Giovanni Rotondo molto spesso e in tutte le ricorrenze che hanno segnato la vita del Santo. Io non andrò assolutamente a vedere la salma del mio Santo, perchè aprire la sua tomba e soprattutto spostarlo è un sacrilegio e una grande offesa anche ai fedeli. Padre Pio non si deve toccare. La sua storia è nata lì e lì deve continuare". Luis, inoltre, in questi anni, ha ricevuto la benedizione particolare di fra Modestino, confratello di San Pio che gli ha imposto il crocifisso di San Pio sulla fronte e ha un rapporto di stretta amicizia con un altro confratello di San Pio, padre Covino, che ha dato l'estrema unzione al Santo. Porta sempre con se un pezzo del cordone del saio di San Pio e un angolo della stoffa che un tempo ha coperto una delle sue ferite. Un rapporto tutto speciale, quello col beato da Pietrelcina, che è cambiato col passar del tempo: "Prima, realizzavo anche sculture e pitture che ritraevano Padre Pio e qualcuna la vendevo. Poi ho cominciato a sentimi quasi in colpa, come se approfittassi di lui per lucrare e così ho smesso. Ora non mi resta che pregare e pregare, pregare sempre".


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