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Via libera al Santuario di S. Michele sarà patrimonio dell’Unesco

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Il Gargano, terra sacra che nel corso dei secoli è stata luogo di incontro religioso tra i più importanti del mondo, entrerà a far parte del patrimonio dell’Unesco con il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. Nei giorni scorsi il Centro del Patrimonio Unesco di Pari­gi ha dato il via libera alla candidatura del sito seriale «Italia Langobardo­rum, tra i luoghi Patrimonio mondiale dell'Unesco.Una novità. L'Unesco non prende in considerazione un solo sito, come acca­de tradizionalmente, ma ben sette, uni­ti tra loro da una storia comune. Oltre quindi al santuario di San Michele, ci su­no l'area della Gastaldaga con il tempiet­to longobardo e il complesso episcopa­le con i resti del palazzo patriarcale di Cividale del Friuli; il monastero di San Salvatore-Santa Giulia di Brescia; l'area del «castrum» con la torre di Torba e la chiesa di Santa Maria foris portas di Ca­stelseprio; la basilica di San Salvatore a Spoleto; il tempietto del Clitunno a Campello; il complesso di Santa Sofia con la chiesa e il chiostro di Benevento. L'apparizione dell'arcangelo Michele sul monte Gargano è storicamente il ful­cro religioso dell'intero promontorio. Le vicende legate alla consacrazione del­la grotta hanno dato vita a pellegrinaggi e atti di devozione secolari. La «Via sa­cra» è un percorso che parte da Mont-Saint-Michel in Francia e arriva proprio a Monte Sant'Angelo. In Capita­nata la Via Sacra Langobardorum è puntellata da santuari posti in succes­sione e a distanza regolare quali: Santa Maria di Stignano e di San Matteo, in territorio di San Marco in Lamis, la Grot­ta di San Michele a Monte Sant'Angelo, San Leonardo di Siponto a Manfredo­nia e, infine, il santuario dell'Incorona­ta a Foggia. E l'antica strada che i pelle­grini percorrevano venendo dalle regio­ni settentrionali. La storia della basilica di Monte San­t'Angelo è intrecciata con le vicende dei Longobardi e del confronto secolare tra l'Occidente e l'Oriente bizantino. La scommessa per inserire anche il Santua­rio di San Michele tra i siti candidati è partita a Monte Sant'Angelo nel luglio scorso, quando il Comune annunciò che anche il santuario di San Michele rientrava nella richiesta che si stava inol­trando all'Unesco. Richiesta accolta dal­la commissione che ora dovrà dare l'ul­timo assenso, quello del riconoscimen­to ufficiale dei siti quali patrimonio mondiale. Ai primi di maggio è fissata una riu­nione tra i rappresentanti di tutti i siti interessati dal percorso «Italia Lango­bardorum», nel corso della quale verrà individuata la struttura che dovrà gesti­re il Piano di gestione e avviare una se­rie di attività, dalla realizzazione del si­to web alle pubblicazioni. L'intesa per l'attuazione del piano di gestione del progetto è stata già siglata il 9 gennaio scorso presso il ministero dei Beni cul­turali e coinvolge numerosi enti tra i quali la regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Monte Sant'Ange­lo, la basilica di San Michele Arcangelo, l'ente parco nazionale del Gargano, la Comunità montana del Gargano e il Centro di Studi micaelici e garganici.


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