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Blocco pozzi ad uso irriguo e industriale, Copagri scrive alla Regione Puglia

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“Il blocco dei pozzi deliberato dalla Regione Puglia penalizza gravemente l’approvvigionamento idrico della Capitanata”. La denuncia viene dalla Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) di Foggia che rinnova l’allarme sulle difficoltà idriche del territorio provinciale.“L’insufficiente piovosità che ha caratterizzato gli ultimi anni – afferma Luigi Inneo, presidente provinciale della Copagri – ha causato la forte riduzione della quantità d’acqua presente nei pozzi. Per questo motivo, la Regione Puglia ha ritenuto opportuno vietarne l’utilizzazione, paventando il rischio d’inquinamento rinvenibile dall’uso d’acqua salmastra proveniente dagli stessi pozzi”. Si tratta, nello specifico, di una scelta assunta dall’Ente Regione attraverso il “regolamento acque” (decreto regionale del 18 luglio 2007) e le “misure di tutela quali-quantitativa dei corpi idrici sotterranei – aree di vincolo d’uso degli acquiferi”. Secondo il presidente della Copagri di Foggia, “se appare condivisibile la sospensione del rilascio di nuove concessioni per il prelievo d’acque ad uso irriguo ed industriale, in quanto non causa alcun danno economico ai produttori, è da evitare la penalizzazione delle aziende che hanno richiesto ed ottenuto le concessioni all’emungimento – evidenzia Inneo – che si vedrebbero ridurre o annullare la quantità d’acqua irrigua sinora legittimamente prelevata”. Inoltre, riferisce Copagri, in sede di rinnovo della concessione è stata prevista la possibilità di imporre un obbligo d’utilizzo di un limitatore di portata, in presenza di determinati parametri, il quale “comporterebbe notevoli problemi alle aziende, riducendo la percentuale d’acqua emunta dai propri pozzi”. Altro aspetto controverso, secondo Copagri, è l’abbassamento del livello previsto dalla Legge Regionale del contenuto salino dell’acqua d’irrigazione, con il conseguente mancato rinnovo di numerose concessioni di pozzi ubicati nelle zone costiere che metterebbe in serio rischio migliaia d’ettari di colture irrigue. “E’ necessario – sottolinea il presidente provinciale della Copagri – avviare una forte azione di pressione sulla Regione Puglia affinché vengano superati questi provvedimenti che gravano in particolare sulla nostra provincia, nella quale è ubicata la stragrande maggioranza dei circa 141.000 pozzi pugliesi autorizzati. Per un’azienda agricola è molto pesante – aggiunge Inneo – vedersi bloccare a lungo un pozzo, che in molti casi rappresenta un investimento costato fino a 50.000 euro. Se si deve esercitare un’azione restrittiva – suggerisce il presidente Copagri – è più giusto farla sulle migliaia di pozzi abusivi che non sui produttori agricoli detentori di regolari concessioni”. Infine, a parere della Copagri di Foggia, “appare contraddittorio che i nuovi Piani di Sviluppo Rurali Regionali finanzino nuovi impianti arborei, negando al tempo stesso – conclude Inneo – la possibilità emungimento d’acque irrigue”.


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