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Melillo (Apripol): “I produttori di Vico imparino a vendersi meglio”

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"Non mi risulta che il mercato dell'olio sia fermo sul Gargano, e non ero neanche a cono­scenza della inerente tavola rotonda che si terrà giovedì prossimo a Vico". E'sorpreso dalla notizia della crisi del merca­to oleario vichese Giovanni Melillo, consulen­te olivicolo-oleario dell'Aprol(Associazione Produttori Olivicoli della Provincia di Foggiai.II malcontento tra i produttori vichesi è dilan­gante e la crisi è palpabile. Soprattutto se si con­sidera che l'economia di tantissime famiglie garganiche ruota intorno alla commercializza­zione di questo prodotto. Una commercializ­zazione, quella dell'olio, che sta vivendo m momento particolarmente difficile. Per questo giovedì prossimo si terrà una ta­vola rotonda sul tema. Per cercare delle solu­zioni possibili a una fase di stallo che molti ope­ratori del settore considerano senza preceden­ti. "Purtroppo – argomenta il consulente – l'olio locale ha costi alti che spesso non attraggono il consumatore. Noi rispetto al resto del Mediter­raneo abbiamo costi di produzione più elevati, e questo ci penalizza. In ogni caso non mi risul­ta che il mercato sia immobile". Melillo aggiunge "La soluzione al problema è far capire al consumatore che deve prediligere la qualità dei nostri prodotti. Ma anche le stes­se aziende non devono procedere da sole, ma devono legarsi all'assistenza tecnica, costituita dalla ricerca scientifica e dalle innovazioni tec­nologiche. Inoltre devono puntare su azioni di marketing più incisive, puntando a valorizzare la tipicità e le origini della nostra oliva e del no­stro olio, che hanno un'incredibile varietà c svariati usi enogastronomici, in quanto hanno dei valori biologici unici al monda. Sono questi valori che dobbiamo promuovere". Melillo conclude il suo intervento dando an­cora degli ammonimenti ai produttori vichesi. Bisogna essere competitivi. "Devono promuovere il made in Puglia, evi­denziando la genuinità, derivante dal partico­lare trattamento igienico-sanitario dell'oliva, che invece è scarsissimo in Spagna. L'olio del Gargano è ambitissimo nel mercato nazionale ed internazionale perché è particolarmente dolce al palato, ma paga troppo spesso lo scot­to di un prezzo di vendita superiore a olii di scarsa valenza quali sono per esempio quelli spagnoli, tunisini, marocchini e algerini".

Matteo Palumbo
L’Attacco


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