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Manzi (Fai-Cisl) chiede di fare presto per diga Piana dei Limiti

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"Non deleghiamo ad altri quello che possiamo fare noi oggi". La Fai Cisl di Foggia rivolge un appello a tutta la classe dirigente e alle istituzioni, di maggioranza ed opposizione – dalle Autonomie Locali alla Regione, fino al Governo – affinchè si faccia presto per risolvere il problema della carenza idrica del territorio."L'acqua non ha colore politico, ma rappresenta un elemento di vita per tutti. Non si deve rinviare la soluzione – afferma Michele Manzi, segretario generale territoriale – ad un'altra generazione. Se non verranno affrontate con determinazione, le difficoltà odierne potrebbero aggravarsi in futuro. In Capitanata, l'acqua è fondamentale per lo sviluppo agro-industriale ed il rilancio dell'occupazione, tuttavia si assiste al riversamento della stessa in mare attraverso il fiume Biferno", rileva il sindacalista. Secondo la FAI CISL, "bisogna mettere in atto il progetto esecutivo d'accumulo dell'acqua in esubero, farla defluire in un altro invaso e riutilizzarla per scopi civili, agricoli ed industriali". A tal proposito, la FAI sollecita la commissione, insediata presso la Camera di Commercio di Foggia dalla Regione Puglia, "a promuovere un'equilibrata ricaduta a favore dei comuni interessati, che vada incontro alle esigenze legate alla perdita delle proprietà ed a quelle dell' occupazione, al fine di accelerare i tempi di realizzazione della quarta diga di Piana dei Limiti. Bisogna evitare – sottolinea Michele Manzi – che quest'anno si possano rivivere le difficoltà del periodo 2001-2003. I danni sarebbero irreparabili per le imprese, per l'occupazione e per l'intera economia della Capitanata. I 136 milioni di euro messi a disposizione dal governo, se non cantierizzati entro l'anno 2008 – evidenzia la FAI CISL – torneranno a chi li ha stanziati, con il rischio di assistere alla realizzazione della stessa opera in altre Regioni". "Bisogna fare presto – insiste la Fai Cisl di Foggia – altrimenti le imprese agricole non potranno più produrre per carenza d'acqua, con conseguente perdita di fette di mercato in ambito globale, nei quali la concorrenza è spietata. Gli stessi danni si potrebbero ripercuotere – aggiunge Manzi – sulla stabilità del Consorzio di Bonifica della Capitanata che, per mancanza di distribuzione d'acqua, non avrebbe risorse finanziarie adeguate alla sua sopravvivenza. Le colture specializzate, come pomodoro, ortaggi e vitivinicolo, per le quali vi è maggiore redditività per le imprese ed un progressivo incremento occupazionale, sono quelle più a rischio. Inoltre, l'acqua è elemento essenziale per il completamento della filiera dell'agro-industria. Questo territorio – conclude il segretario provinciale della Fai Cisl – non può perdere l'ennesimo treno".


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