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“La diga di Piano dei Limiti si deve fare

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Garantiamo ai comuni montani un serio progetto di sviluppo”

 

La questione idrica, il ciclo dei rifiuti, la difficoltà di fare incontrare efficacemente la domanda e l’offerta di lavoro qualificato, le agroenergie: sono le questioni centrali affrontate nel lungo ed approfondito confronto, svoltosi questa mattina, tra Paolo Campo e i rappresentanti del mondo agricolo della Capitanata. Un’iniziativa – “la sola a cui siamo stati invitati”, hanno sottolineato tutti i convenuti – realizzata per discutere su potenzialità, problematiche e prospettive di sviluppo dell’agricoltura, cui hanno partecipato attivamente, ponendo domande e avanzando proposte, i dirigenti provinciali di Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Coopagri, Unione Agricoltori, Fai Cisl, Flai Cgil, Unione Provinciale Allevatori, Consorzio Nazionale Bieticoltori, Consorzio di Bonifica della Capitanata e Università di Foggia.
Al candidato del centrosinistra alla Provincia di Foggia, Luigi Lepri, presidente di Confagricoltura, ha consegnato l’analisi effettuata dalla Camera di Commercio sul progetto inerente la costruzione della diga di Piano dei Limiti.
“Dobbiamo affrontare immediatamente la questione idrica – ha dichiarato Paolo Campo – Per produrre 12 mesi l’anno, la Capitanata ha bisogno di 300 milioni di metri cubi d’acqua per uso irriguo. La diga di Piano dei Limiti si deve fare, e ai tre Comuni foggiani chiamati a impegnare parte del loro territorio per la costruzione del nuovo invaso non possiamo promettere pochi spiccioli e qualche posto di lavoro, ma garantire una quota di approvvigionamento idrico e la realizzazione di un progetto da cui quelle comunità possano trarre benefici duraturi nel tempo: strade di collegamento, attività legate alla diga che valorizzino il territorio e creino occupazione, laboratori per la ricerca applicata alla conservazione e alla valorizzazione degli eco sistemi dei laghi artificiali”.
“La realizzazione del nuovo invaso, che costituisce il primo atto utile ad ‘aggredire’ strutturalmente il problema, deve essere accompagnata da una serie di misure che ci permettano di affrontare, nel breve e nel medio periodo, la necessità di più risorse per l’uso irriguo: dai dissalatori, alle acque reflue, agli invasi minori. In questo senso, mi sembra davvero interessante la proposta di costituire il Forum dell’Acqua, avanzata dal Consorzio di Bonifica della Capitanata; anche per condividere la programmazione ed esaltare i fattori di convenienza di investimenti privati in questo comparto”.
“Siamo la capitale dell’agroalimentare – ha continuato Campo – e ci candidiamo a rafforzare questo ruolo in Italia e in Europa. Dunque, non possiamo permetterci di tergiversare sulla questione idrica o di drammatizzare il rapporto tra produzioni agricole e ciclo dei rifiuti. Qui bisogna parlarsi in modo chiaro: potenzieremo al massimo la raccolta differenziata, innanzitutto perché sono contrario alla realizzazione di nuove discariche; ma è fondamentale assumere la consapevolezza della necessità di dotare la Capitanata di impianti per la termovalorizzazione dei rifiuti. La discarica di Foggia è già in emergenza, quella di Cerignola è vicina ai limiti di saturazione, a Deliceto ne serve già un’altra: la soluzione al problema è dettata dal buonsenso, occorre recuperare una quota rilevante dei rifiuti e trattare la parte restante con impianti che forniscano, anche alle imprese agricole, energia a minor costo per incrementare la competitività del sistema produttivo. In questo senso – ha concluso Campo – si potrebbero sperimentare forme democratiche di produzione energetica come i minitermovalorizzatori alimentati esclusivamente da biomasse e con la possibilità di utilizzare il calore generato. Le idee non mancano, dobbiamo solo provare a realizzarle con il supporto scientifico dell’Università e la collaborazione del mondo agricolo”.
 


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