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Processo d’appello faida Gargano: 62 condanne e 19 assoluzioni

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Quarantatre condanne, 19 patteggiamenti e 19 assoluzioni: sono queste le richieste della pubblica accusa al processo d'appello, con rito abbreviato, ad un'ottantina di presunti partecipanti e fiancheggiatori alla sanguinosa faida del Gargano, quella che in 30 anni ha fatto registrare una quarantina di morti ammazzati e una cinquantina di ferimenti.
Nel processo, in corso di svolgimento a Bari, sono contestati 16 omicidi. La sentenza si conoscerà il prossimo maggio. L'accusa ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Matteo Ciavarella, già condannato alla massima pena in primo grado dal gup Marco Guida, ritenuto colpevole di 4 omicidi: quello di Carmine Tarantino avvenuto a Sannicandro Garganico il 5 dicembre 2003, di Daniele Scanzano, avvenuto a Sannicandro Garganico, 6 marzo 2003, di Antonio Daniele Graziano consumatosi a Cagnano Varano, 5 maggio 2003 e di Antonio Vocino verificatosi a Sannicandro Garganico, 3 settembre 2003. L'accusa inoltre ha confermato 30 anni di reclusione per Michele Ciavarella e 20 anni per Emanuele Ciavarella. Per l'omicidio di Matteo Quitadamo del 2 agosto 2002, a Manfredonia furono condannati la moglie, Fiore Carmela a 14 anni, e Giuseppe Pacilli, a 30 anni di reclusione. Per la morte di Michele Santoro ucciso a Siponto il 25 settembre 2003 furono inflitti 13 anni e 8 mesi a Matteo Lombardi, di 49 anni. Maria Cursio fu infine condannata a 20 anni di reclusione per gli omicidi di Daniele Scanzano e di Antonio Daniele Graziano. In primo grado il giudice riconobbe l'esistenza dell'associazione mafiosa relativamente alle famiglie Li Bergolis e Ciavarella, assolse tutti i componenti del presunto clan Romito, ad eccezione di Franco, e non riconobbe l'esistenza, contrariamente a quanto chiedeva la procura, dell'associazione per delinquere semplice per la famiglia Tarantino. Inoltre, per i due sottufficiali dei carabinieri di Foggia, Massimo Russo e Nildo Nauseo, assolti in primo grado, il sostituto procuratore generale, Giuseppe Volpe, ha chiesto la condanna ad un anno e dieci mesi per Russo e ad un anno per Nauseo, entrambi per il reato di rivelazione del segreto d'ufficio. Quasi tutte le persone a giudizio sono tra le 123 arrestate il 23 giugno 2004 dai carabinieri con l'accusa di aver preso parte e di aver favorito soprattutto i sodalizi mafiosi Romito-Li Bergolis e Tarantino-Ciavarella


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