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La Puglia non ha ancora il registro dei malati di tumore

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Nella Puglia degli oltre 70mila sopravvissuti (senza alcuna traccia di malattia a 5 anni dalla diagnosi), manca ancora un registro dei malati di tumore. Solo tre regioni in Italia ne sono dotate: Umbria, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Da noi l’unico dato statistico è quello sulla cosiddetta ‘mortalità-incidenza’.
Difficile quindi dire in che percentuale i malati pugliesi riescano a guarire, ma "vent’anni fa non si sarebbe neppure parlato di sopravvivenza da un tumore", ha spiegato il dottor Vittorio Mattioli, direttore del dipartimento Area Critica dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari. In realtà solo nel caso di tumori liquidi (linfomi e leucemie) si può parlare di guarigione biologica. Nel caso di quelli solidi si parla di remissione della malattia. Il dato certo è che si sopravvive sempre più spesso e più a lungo al cancro. Ma sopravvivere alla malattia non sempre porta alla conquista della felicità: anzi, una significativa percentuale di persone uscite dal tunnel del cancro entrano purtroppo in quello della depressione. Di questo, che sempre più si prospetta come un vero e proprio problema sociale ancor prima che sanitario, parleranno il 6 e 7 maggio a Bari gli esperti italiani e stranieri ospiti della Giornata di Studio ‘Survivor: Person, not Patient anymore’ (Sopravvissuti: persone, non più pazienti) organizzata dall’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’. Dall’incontro verranno fuori le indicazioni per costruire le linee guida di un nuovo piano riabilitativo, rivolto specificamente a quanti sono sopravvissuti al cancro, che in Italia ancora non esiste. L’iniziativa si terrà di Bari per una precisa ragione: da Bari e più precisamente dall’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ è partita l’indagine genetica dedicata all’insorgenza della depressione maggiore nei lungo-sopravviventi al cancro. La maggior sopravvivenza al cancro, attribuita all’accresciuta disponibilità di terapie efficaci e alla diffusione dei programmi di screening, si accompagna a uno scenario sociale e sanitario complesso, semisconosciuto in Italia ed in Europa. Negli Stati Uniti la popolazione che sopravvive al cancro è in rapido aumento: oltre 10 milioni pari al 3,2% dei cittadini, contro un 2,7 % italiano. Circa il 75% dei sopravvissuti sono colpiti da sindromi correlate agli effetti tardivi delle terapie del cancro, o agli effetti collaterali del cancro e delle terapie, con elevata incidenza di dolore e neuropatia (50% dei casi) e di depressione maggiore, 4 volte più frequente che nella popolazione normale.


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