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Vieste, AEROPORTO IL CONSIGLIO APPROVA LA VARIANTE AL PRG

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Con i voti favorevoli della maggioranza (Pdl-Udc), quelli contrari dell’opposizione (Pd) e l’astensione  dell’Udeur (Nobiletti), il Consiglio comunale ha approvato la variante al Prg ai fini della realizzazione in località “Santa Maria di Merino” di un aeroporto  turistico.
 La necessità di dotare il Gargano di un proprio scalo aereo è stata ribadita dall’assessore al Turismo, Nicola Rosiello, relatore dell’argomento posto all’ordine del giorno dei lavori consiliari.
Questo il testo integrale della relazione.
Per molti è un sogno che si potrebbe avverare, per altri un’utopia.
Altri ancora, per fortuna una esigua minoranza, lo reputano un danno per la collettività ed una ferita per il nostro territorio.
Niente di strano in tutto questo.
Quando si cerca di operare sul territorio con pianificazioni di vario genere (aeroporti, rigassificatori, termovalorizzatori, TAV, ponti ect..)  ci sono sempre diversi fronti che si aprono : i possibilisti, gli scettici ed ovviamente i contrari.
Le Amministrazioni, gli Enti preposti devono ovviamente prendere in seria considerazione ognuno di questi fronti perché certamente tutte le posizioni della politica come della società civile sono meritevoli di ascolto e di attenzione.
Bisogna comunque alla fine tirare le somme e fare una scelta.
Che sarà giustissima per alcuni, vana per altri e assolutamente sbagliata per altri ancora.
Ma chi amministra con senso di responsabilità sa bene che non può non scegliere, magari per timore di diventare impopolare e perdere preziosi consensi elettorali.
Quella dell’aeroporto a Vieste è una proposta antica, una visione che diverse generazioni di politici, imprenditori e cittadini hanno sperato si materializzasse.
Non si è mai riusciti a trasformare in realtà questa visione ed onestamente le ragioni di questo non sono semplici da individuare.
“Il vento è cambiato nel nostro Paese o per lo meno sta cambiando.
La questione Malpensa ha dato una scossa, all’improvviso c’è stata un’alzata di scudi per difendere l’aeroporto, riconosciuto fonte di occupazione e motore dell’economia del territorio.
Senza voler esagerare, gli aeroporti di dimensioni medio piccole assumeranno un ruolo crescente nell’economia locale.
Alcuni lo hanno capito e si sono mossi.
E’ il caso di Comiso, dove gli agricoltori sono tra i sostenitori dell’apertura dell’infrastruttura, rampa di lancio verso il Nord Europa dei loro prodotti, e di altre realtà regionali (è il caso di Salerno) che hanno preso coscienza di essere lo strumento indispensabile per supportare una delle industrie più fiorenti del nostro Paese, il turismo.”
Isabella Stifani – Rivista “Volare”
Molte realtà turistiche nazionali ed internazionali, hanno cominciato a sviluppare prima la viabilità aerea e poi le infrastrutture collegate tra cui anche la ricettività.
Da noi invece è successo l’opposto.
Abbiamo sviluppato la ricettività, che negli anni abbiamo anche ottimamente qualificato; una sicuramente positiva portualità ed una viabilità che nel suo complesso ha visto, dagli inizi del Turismo, un sensibile miglioramento.
Nonostante tutto, viviamo una stagione turistica sempre più corta, che avvertiamo ormai essere inadeguata rispetto agli investimenti che il comparto del turismo ha fatto negli ultimi anni e sentiamo tutti la necessità di attuare programmi e strategie che vadano a salvaguardare il comparto del turismo, unica grande ed indispensabile risorsa della nostra città.
Voglio citare qualche dato che ho preso da fonti ufficiali regionali.
Il Gargano, e Vieste in particolare, rappresentano il più importante bacino turistico della Regione Puglia.
Il 60% della ricettività di tutta la Regione, è concentrata sul Gargano.
In termini di presenze, la nostra città, è al 1° posto nella graduatoria provinciale con circa il 43% delle presenze totali ed è al 2° posto con il 24% circa in riferimento al numero di arrivi.
A livello regionale la nostra città è al 1° posto per presenze con il 16% ed è al 3° con poco più dell’ 8% in ordine agli arrivi.
Leggendo questi numeri, si potrebbe pensare che non ci sia bisogno di alcun correttivo all’azione programmatica del comparto turistico.
Ma dividendo il numero di presenze totali, circa 1.800.000, per il numero di posti letto censiti ed ufficiali in nostro possesso, che ammontano a circa 70.000, scopriamo che i giorni di massima occupazione dei posti letto delle strutture turistiche della nostra città, sono poco più di 25 all’anno ovvero circa il 14%, considerando la stagione turistica di riferimento, di 6 mesi e non dell’intero anno.
Ci sono realtà turistiche dove, arrivando ad un livello di occupazione dei posti letto del 90% ( e non del 100%), si aprono grandi discussioni, si grida alla crisi economica e si cerca di studiare il modo per risalire.
Il Gargano, e la nostra città in primo luogo, rappresentano una importante parte del territorio regionale ma oserei dire anche nazionale, essendo difatti un territorio dalle grandi qualità e soprattutto dalle indiscusse potenzialità
che, per quanto grandi ed importanti, restando tali, sono ovviamente pari a “niente”.
Dobbiamo sviluppare altri segmenti turistici come quello archeologico, quello naturalistico, quello enogastronomico e, perché no, quello religioso e sportivo.
Ognuno di questi potenziali modi di fare turismo potrebbe significare un aumento di arrivi e di presenze soprattutto in mesi di bassa e bassissima stagione oltre che nei mesi estivi, dove si fatica non poco.
Bisognerà lavorare duramente per riqualificare gli straordinari ma abbandonati siti archeologici, sviluppare le potenzialità offerte dal nostro territorio per l’escursionismo e per tutto ciò che la presenza di un riconosciuto Parco Nazionale di per sé offre.
I famosi percorsi del “gusto”, di quegli innumerevoli prodotti tipici del Gargano che da soli potrebbero fare la differenza rispetto ad altre realtà turistiche.
Bisogna avere coraggio, determinazione, una visione di lungo periodo ed essere in grado di valutare con serietà quelli che sono gli obiettivi da raggiungere attraverso specifiche pianificazioni.
La politica di oggi deve essere anche rischiosa, se necessario,  ma volta unicamente a rilanciare un’economia territoriale in forte difficoltà, ferma, per certi versi che, senza significativi interventi, ci condannerebbe al declino.
Il mondo si muove velocemente e, per quanto molti di noi preferirebbero un ritmo più cauto, paesano, rilassante, siamo obbligati a stare al passo con i tempi se vogliamo continuare ad esistere come realtà turistica.
E, visti gli enormi investimenti fatti, visto il peso che il Turismo ha assunto per la nostra gente che ha trovato occupazione in tale settore, non credo abbiamo altre scelte.
Ed ecco quindi ritornare più di prima sul tavolo della pianificazione, la questione Aeroporto del Gargano.
Ma perché oggi il primo pensiero per risollevare le sorti del nostro territorio, cade proprio su una infrastruttura simile ?
In realtà siamo già un po’ in ritardo.
Il più importante tentativo a Vieste, è stato fatto già nel 1999 quando l’allora Amministrazione Comunale approdò in Consiglio con uno studio di fattibilità per la realizzazione di un Aeroscalo turistico da farsi nella zona di Piano Grande, anche allora individuata come unico sito idoneo sul nostro territorio.
Quella proposta passò con grande soddisfazione di tutti, maggioranza ed opposizione che evidentemente, davanti ad una scelta così importante per il futuro della città, hanno pensato bene di non dividersi in nome della politica ma di condividere una scelta da tutti riconosciuta come strategica e necessaria.
All’ allora assessore Pecorelli Pasquale ’44, a tutti quei consiglieri comunali, diversi dei quali sono ancora oggi in aula a sostenere questa importante iniziativa ***, va sicuramente riconosciuta una lungimiranza ed una capacità di pianificazione notevole.
Non era facile allora sostenere un’infrastruttura simile, lo è sicuramente di più oggi.
Infatti quasi dieci anni fa, le nostre strutture turistiche erano ancora mal ridotte, alcune fatiscenti e non era iniziata la grande riqualificazione delle strutture a seguito della famosa LEGGE 3.
C’è da aggiungere anche che “volare” non era così semplice e poco oneroso come oggi.
Non c’erano ancora compagnie Low Cost che si sono affermate solo qualche anno fa e tuttora in espansione.
Oggi più di allora, l’aereo è il mezzo più utilizzato per gli spostamenti e non solo per quella categoria definita business community, fatta di uomini d’affari e manager in genere che devono recarsi velocemente da un luogo all’altro in poco tempo, ma anche e soprattutto di vacanzieri di tutto il mondo che desiderano raggiungere i luoghi più belli e remoti della terra senza porsi limiti ed in tempi compatibili con i giorni di vacanza a disposizione.
Con la globalizzazione e tutto ciò che siamo abituati ad assorbire dai media,  oggi sentiamo di vivere in un unico grande luogo che è la Terra.
Al di là di queste considerazioni, si sente la necessità, specie per un territorio come il Gargano ed ancora di più per Vieste , di dotarsi di uno strumento come l’aeroporto.
Avere uno scalo aeroportuale nel cuore di un territorio come il nostro, con una significativa ricettività, è riconosciuto da tutti (o quasi) come un bisogno primario irrinunciabile.
Nel 1991 un docente universitario di spessore come il prof. Pierluigi Grasselli (Perugia 1941), disse che senza correttivi importanti nella gestione, con una maggiore concorrenza ed il proliferare di piccole compagnie aeree, l’Alitalia sarebbe fallita dopo 15 anni.
E sappiamo tutti come stanno le cose oggi.
Aggiunse inoltre che a causa dello stesso sviluppo di queste piccole compagnie aeree, della sempre più difficile mobilità nonché dei costi sempre più alti del carburante, l’aereo sarebbe stato, negli anni a venire, il mezzo più diffuso ed economico.
Essendo docente di Politica Economica e Finanziaria nella Facoltà di Economia e Commercio dell’ Università di Perugia, autore di un volume dal titolo Economia e Politica del Turismo e dei Trasporti (oltre a numerosi saggi di politiche per la stabilizzazione e lo sviluppo economico a livello nazionale ), collegò queste sue oserei dire profetiche affermazioni, al messaggio per me più significativo.
Disse infatti che tutte quelle realtà turistiche non in grado di essere raggiunte in aereo o comunque a più di un’ora di auto da un aeroporto, sarebbero state destinate ad un lento ed inesorabile declino. Era il 1991.
Tutti convengono che raggiungere il Gargano, con qualsivoglia mezzo di trasporto attualmente a disposizione, sia paragonabile ad affrontare una piccola odissea.
La possibilità di potervi giungere direttamente in aereo, cambierebbe radicalmente lo stato delle cose, creando aspetti positivi in tutti i settori economici oltre a migliorare la qualità di vita delle popolazioni garganiche.
Alcuni dicono: perché non evitare la realizzazione di un aeroporto e fare in modo di costruire strade, ponti, gallerie, tutto ciò che serve per arrivare con più facilità ?
Io dico che una cosa non esclude l’altra ma collego la realizzazione dell’aeroporto allo sviluppo ed alla crescita turistica del nostro territorio mentre vedo la realizzazione delle nuove e più comode strade, come una maggiore possibilità, per noi che abitiamo in questi luoghi, di sentirci meno isolati e di vivere, anche in relazione alla sanità, in maniera più serena.
Sappiamo tutti che raggiungere un ospedale oggi, vuol dire, in casi di estrema urgenza, rischiare la vita.
Certo l’eliambulanza ha dato grandi risposte ed oggi rappresenta una conquista irrinunciabile.
Ma rimane un certo isolamento territoriale che potremmo superare con nuovi collegamenti stradali che non sono però la risposta al comparto del turismo e del commercio in genere, che cercano bacini di utenza diversi dove andare a pescare nuovi potenziali ospiti.
Molti chiedono di insistere ed investire risorse sul Gino Lisa come alternativa all’Aeroporto del Gargano.
Il nostro convincimento, che certamente è fondato su dati precisi e non su stati d’animo, è quello che l’aeroporto di Foggia sia fondamentale per l’economia della nostra Provincia, sia auspicabile un suo duraturo funzionamento ma che non risponderà mai in pieno a quelle che sono le esigenze di un territorio come il Gargano, vero motore del tempo libero dell’intera Provincia.
Non si può certamente addebitare al Gargano il mal funzionamento del Gino Lisa o accusare gli imprenditori turistici di non aver sostenuto i voli.
La questione, in ogni caso, è che il Gino Lisa deve funzionare e deve rispondere, come dicevo prima, alle esigenze di mobilità di una Provincia che merita i suoi collegamenti nazionali, merita di avere uno scalo civile degno di nota, funzionante tutto l’anno.
Allo stesso modo però il Gargano,  le imprese turistiche del Gargano, non possono dipendere da una gestione da sempre difficoltosa dell’aeroporto Gino Lisa, una gestione a singhiozzo che non ci ha mai permesso di pianificare una stagione turistica con serenità vendendo le nostre strutture, i nostri posti letto a tour operator italiani e stranieri.
Non siamo mai riusciti a condizionare le scelte di volo in termini di orari e di scali nei vari tentativi fatti.
Abbiamo sempre subito scelte fatte a monte che, non tenendo conto delle esigenze dei vacanzieri, non sono mai state prese in considerazione.
Ancora oggi, i voli da poco ripresi, si configurano molto bene nel mercato business con orari improponibili a chi volesse raggiungerci per un week-end o una vacanza.
Si parla di aumentare le destinazioni ed i voli per i prossimi mesi e cercheremo di capire come poter sfruttare le possibilità che ci saranno offerte per il futuro prossimo.
Intanto registriamo che un noto tour operator nazionale con sede a Foggia, a proposito dei voli dal Gino Lisa, sul giornale diceva dell’importanza di uno dei prossimi voli da attivare ovvero il Foggia-Bologna, utile perché a Bologna c’è uno dei mercati ortofrutticoli più grandi d’Italia e poi perché molti dei figli della “Foggia bene” studiano a Bologna.
Questo solo per chiarire quale sia il vero obiettivo di chi opera intorno allo scalo provinciale.
In ogni caso voglio far notare come il fatto che a Foggia esista e funzioni un aeroporto civile, rappresenta e rappresenterà , sperando non sia un’altra esperienza estemporanea, un’ importante conquista per l’intera Provincia.
Allo stesso modo voglio far comprendere a tutti come questo non sia in antitesi con la realizzazione di un aeroscalo turistico nel cuore della ricettività garganica ma addirittura ciò rafforzerebbe l’intero territorio.
Molte città italiane, non necessariamente metropoli, hanno sviluppato piccoli e medi aeroporti che, pur trovandosi a volte a meno di 40 km l’uno dall’altro, riescono a lavorare in rete ed essere complementari assicurando un buon successo a tutti.
Da un punto di vista squisitamente turistico, sapete che appeal avrebbe sul mercato internazionale delle vacanze, un aeroscalo denominato “Aeroporto Civile del Gargano” ?
Ed è tanto vero quello che ho appena asserito, che l’aeroporto civile di Brindisi ha cambiato il suo nome in Aeroporto Internazionale del Salento, che sul mercato delle vacanze ovviamente tira di più.
E nel Salento, non hanno pensato nemmeno per un momento di tirarsi indietro sostenendo che a meno di un’ora comoda di auto, si poteva raggiungere l’Aeroporto Internazionale di Bari.
Stessa scelta fatta a Salerno che, pur trovandosi a circa 60 km               dall’ Aeroporto Internazionale di Napoli “Capodichino”, si è dotata di un aeroporto da tutti in quella zona definito strategico per il commercio ma soprattutto per il turismo.
Allo stesso modo potrei citare Aosta, Matera, Biella, Comiso, Voghera, Trento, solo alcune delle località che stanno investendo risorse sulla mobilità aerea.
Altre città e località turistiche hanno già da tempo fatto questa scelta ed oggi sono proiettate nello scenario internazionale con successo ed è il caso di Rimini,  Pescara , Alghero, lo stesso Salento, Lamezia ed altre ancora.
Alcune poi sono in procinto di dare una svolta al loro territorio dotandosi di un aeroporto civile ed è il caso di Siena, Grosseto e Viterbo.
Ma sono tante le località dove si sta pensando di investire nel trasporto aereo.
Processo al quale noi non possiamo sottrarci, pena rimanere turisticamente ghettizzati ed esclusi dai grandi flussi turistici.
Abbiamo imparato negli anni ad accontentarci, facendoci bastare quel poco che passava il convento ma l’ ulteriore crescita dei posti letto in tutto il territorio garganico e lo sviluppo di tante realtà turistiche nazionali ed internazionali che sottraggono clienti al Gargano, stanno mettendo sempre di più in crisi le aziende turistiche ed in genere gli operatori commerciali.
In aggiunta si noti, analizzando i dati statistici, che un buon 30% dei nostri clienti è interno ovvero proviene direttamente dalla Puglia, la restante parte vede in vantaggio la Campania, il Lazio, l’Abruzzo, il Molise e poi via via, con percentuali sempre più basse quasi impercettibili, troviamo qualche Regione del Nord Italia.
La presenza degli stranieri è quasi nulla da un punto di vista statistico ed il dato si alza leggermente considerando le presenze di ospiti provenienti dalla Germania, che nella nostra città rappresentano poco più del 15% degli arrivi totali.
Avendo quindi un turismo prevalentemente nazionale, come dovremmo difenderci di fronte ad un periodo di crisi economica nel nostro Paese che sta già mettendo a dura prova milioni di famiglie ?
Certo non possiamo risolvere noi la crisi economica nazionale ma, se avessimo l’opportunità di vendere il nostro Gargano in altri Paesi europei e non solo, rivolgendoci a mercati floridi e non in fase di recessione, potremmo almeno scongiurare una nostra locale crisi economica e difendere quelle migliaia di persone impiegate nel comparto turistico come governanti, camerieri, cuochi, addetti alla portineria, pizzaioli, manutentori vari, che già hanno subito negli ultimi anni una diminuzione dei mesi di assunzione arrivata in certi casi ad appena 25 giorni ad agosto.
Come difendere allora un’economia così importante e delicata come il turismo da un futuro così incerto e rischioso ?
Dotando gli imprenditori turistici, in primo luogo, di uno strumento come l’aeroporto che li metta nella condizione di recarsi presso tour operator internazionali, a vendere una splendida località turistica come Vieste ed il Gargano intero, raggiungibile comodamente e direttamente in aereo anche con voli charter.
Questo farebbe una grande differenza per noi e anche per tutti quei potenziali ospiti che oggi come oggi non pensano affatto al Gargano come meta di vacanze perché , pur splendido, difficilissimo da raggiungere.
E’ evidente che gli operatori del settore dovranno sviluppare una nuova politica di prezzi e servizi, dovranno essere capaci di realizzare pacchetti turistici, tutto ciò potendo contare su nuovi mercati, nuovi ospiti e specialmente su nuovi periodi sino a questo momento definiti “morti”.
Bisognerà anche, unitamente alla realizzazione dell’aeroporto turistico, sviluppare altre infrastrutture di supporto come ad esempio il golf, una struttura per eventi fieristici oltre ad un’ importante offerta museale e culturale in genere.
L’Amministrazione dovrà fare in modo di assicurare sempre servizi di qualità agli ospiti e tutta la città dovrà rispondere con un rinnovato spirito di accoglienza ed ospitalità.
E’ una partita che dobbiamo giocare tutti insieme.
Per quanto riguarda poi l’aspetto puramente tecnico dell’aeroscalo inteso come l’insieme della pista, dell’aerostazione, dei parcheggi, è evidente che superata questa fase dell’individuazione e tipizzazione dell’area in questione, si passerà alla fase operativa che vedrà l’Amministrazione coinvolta ed impegnata nell’individuazione di soggetti privati interessati all’investimento, eventuali partecipazioni di Enti Pubblici, preferibilmente in minima parte, che potranno dare vita, una volta completato l’iter burocratico, all’ infrastruttura aeroportuale.
Da alcuni precisi rilievi fatti in precedenza e riverificati nei giorni scorsi, sappiamo che la Piana in questione, potrebbe ospitare una pista con lunghezza superiore ai 1800 metri arrivando anche ai 2000 metri (dato quest’ultimo che ci serve solo per comprenderne le reali potenzialità).
Una pista che permetterebbe ad una serie di velivoli, con capienza vicina ai 150 posti, di poter atterrare senza grosse penalizzazioni (carburante, passeggeri, etc) con la certezza che ciò corrisponda alle esigenze della maggior parte delle compagnie Low Cost e dei voli charter.
Tutti gli aspetti tecnici comunque, relativi alle pendenze del terreno, alle autorizzazioni ENAC, analisi dei rumori, già verificate per sommi capi, saranno oggetto di studi precisi e dettagliati.
A tutti i proprietari dei terreni di Piano Grande, interessati da questa variante e dalla tipizzazione del terreno, è stata offerta un’importante contropartita da molti definita assolutamente premiante.
Si tratta infatti della possibilità di realizzare, dopo l’ultimazione dei lavori dell’aeroporto, una vera e propria lottizzazione, per realizzare strutture ricettive, commerciali o direzionali.
Sarà compiuto uno studio specifico con l’ausilio dei titolari dei terreni stessi che, sulla base delle indicazioni fornite, porterà alla redazione di un Progetto Urbanistico Esecutivo che viaggerà di pari passo al Progetto Esecutivo dell’Aeroporto.
Tutto questo vuole significare che, anche davanti ad una scelta pianificatoria legittimata dalla pubblica utilità, vi è il forte desiderio di non penalizzare nessuno e di permettere a tutti di godere di un qualche vantaggio.
Certo abbiamo ascoltato ed ascolteremo anche nei prossimi 60 giorni disposti per legge per le osservazioni, tutte le istanze e considerazioni in merito, che accoglieremo con la dovuta attenzione.
E’ però necessario approvare questa variante al PRG per far quantomeno scattare le norme di salvaguardia e proteggere questo unico lembo di terra rimasto sul nostro territorio, da ulteriori insediamenti che comprometterebbero definitivamente la realizzazione dell’aeroporto.
Credo sia poi inutile tentare di dimostrare l’esistenza di altri luoghi a Vieste per tale infrastruttura perché tutto è stato ampiamente valutato e, ogni altra possibile soluzione, si è dissolta a causa di ostacoli che a volte erano legati alla morfologia del terreno, altre alla eccessiva presenza di ostacoli, altre ancora alla impossibilità di realizzare una pista della lunghezza necessaria.
Inoltre, se dal 1987 in poi sono stati fatti diversi tentativi per realizzare una pista, e tutti gli studi ed i progetti hanno sempre e solo indicato Piano Grande come località idonea, un motivo ci dovrà pure essere.
Trattandosi, comunque, di una pianificazione del territorio volta a rilanciare un’intera economia, spero vivamente che vengano messe da parte le strumentalizzazioni politiche, la contrapposizione ad ogni costo e che si possa affrontare la questione con la necessaria attenzione e responsabilità.
Per mesi si è discusso nelle commissioni preposte, nei partiti, per far compiere l’iter istituzionale alla Variante ed approdare in Consiglio Comunale con maggiore serenità e convinzione.
Qualunque sia l’esito della votazione del Consiglio, credo sia ormai evidente che il Sindaco, la Giunta e la maggioranza tutta, hanno creduto sin dall’inizio che governare una città significasse compiere delle scelte, anche difficili, ponendosi come obiettivo unico il bene di tutti o almeno della maggioranza dei cittadini.
Non esiste un accanimento nei confronti dei proprietari di quella zona.
Abbiamo soltanto tutti bisogno di una scossa molto forte che, ci piaccia o no, oggi è rappresentata dall’   “Aeroporto Civile del Gargano”.


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