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Aurea, c’è anche il Papa

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Contatti fra “Spazio Eventi” e il Vaticano per la Borsa del Turismo Religioso. Il 16 maggio vertice a Foggia, forse un ticket con S. Giovanni Rotondo.
C’è anche il Papa per la borsa del turismo religioso. Contatti fra «Spazio eventi», la società organizzatrice, e il Vaticano sono in corso da qualche tem­po. Ma curiosamente i nodi vengono al pettine tutti adesso. Non è chiaro se l’intenzione sia quella di un patrocinio diretto di quella che rappresenta at­tualmente l’unica fiera di settore in Italia. O qualcosa di molto vicino all’or­ganizzazione dell’evento da tenersi ov­viamente nella Capitale. Di certo c’è soltanto che i vertici di «Spazio eventi» sono stati convocati a Roma per giovedì prossimo, cioè il giorno prima dell’in­contro già fissato fra enti locali e as­sociazioni di categoria cittadine chia­mate a risolvere il rebus dei finan­ziamenti e dell’organizzazione diretta del salone. Com’è noto la fiera di San Pio è stata in predicato di essere trasferita negli stand della fiera del Levante di Bari. E quella che viene considerata a tutt’oggi una minaccia da parte delle istituzioni fog­giane, non appare del tutto scongiurata dal, momento che «Spazio eventi» ri­badisce il concetto di una fiera libera da condizionamenti territoriali in quanto espressione di un’entità imprenditoriale (il Cotup, consorzio degli albergatori pugliesi) che ha una visione ben chiara della situazione. «Siamo imprenditori – ricorda l’amministratore delegato di Spazio eventi, Michele Patano – e la fiera ha bisogno di svilupparsi con le risorse che ha a disposizione. Se a Foggia ci daranno le necessarie garanzie bene, altrimenti si cambia». Nell’ultimo mese le trattative per «Au­rea» si sono un po’ raffreddate a causa delle elezioni provinciali (a Palazzo Do­gana c’è un nuovo inquilino) e della crisi al Comune di Foggia. Ora si riparte, ma «Spazio eventi» nel frattempo ha con­tinuato a tessere la sua tela. Si svi­luppano in queste ultime settimane i contatti con l’Opera Romana pellegri­naggi di monsignor Beniamino Andreat­ta che a Roma organizza il Festival dei popoli, una manifestazione che è tutt’al­tra cosa rispetto alla borsa del turismo ma che potrebbe tranquillamente in­globarla o diventare corollario dell’even­to centrale Dopotutto il salone orga­nizzato per quattro anni a San Giovanni Rotondo ha tutt’altro spessore per am­missione dei tour operators che par­tecipano alla fiera: tra questi anche l’Opera romana pellegrinaggi. C’è poi la figura di San Pio a ca­lamitare l’attenzione degli addetti ai lavori oltre che dei devoti da tutto il mondo. E questo è un interrogativo non da poco. Già l’idea di spostare la fiera a Bari presterebbe il fianco al pericolo di decontestualizzare una manifestazione che trova la sua ragion d’essere nella vicinanza al frate. E’ questo uno dei rilievi mossi dalle istituzioni foggiane per impedire quello che considerano uno «scippo». Rilievi che però avrebbero ben poca forza rispetto all’eventuale offerta delle gerarchie vaticane: dopotutto Ro­ma non è Bari. Non a caso se «Spazio eventi» dovesse cedere alle richieste dau­ne, a Foggia verrebbe trasferita solo la location della manifestazione che con­tinuerebbe ad avere invece a San Gio­vanni Rotondo i suoi momenti di ri­flessione, la sua convegnistica e i vari «educationals». Su questa formula si è cominciato a lavorare all’Apt (l’associazione provin­ciale del turismo che ha un filo diretto con il Cotup), una soluzione che salva capra e cavoli: a Foggia la fiera con i suoi stand, a San Giovanni Rotondo tutto il resto. Il progetto che dovrebbe prendere quota nelle prossime settimane tiene conto del coinvolgimento diretto dei par­tner delle precedenti edizioni, con l’ag­giunta di nuovi soggetti istituzionali. Tra questi la Camera di commercio, il Comune di Foggia e l’ente Fiera che nei prossimi giorni riceveranno una lettera d’invito all’incontro del 16 maggio.


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