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Peschici – PRIAMO VINCE LA SESTA TAPPA DEL GIRO

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Fuga vincente del 26enne trevigiano alla prima partecipazione al Giro. Sul traguardo, bruciato lo spagnolo Perez Lesaun. Tra i fuggitivi anche la maglia tricolore che nella classifica generale scalza Pellizotti. Matteo Priamo, al debutto nella corsa rosa, ha vinto la 6ª tappa del Giro d’Italia, da Potenza a Peschici per 231 chilometri, la più lunga della corsa anche dopo l’accorciamento di 33 km deciso ieri dagli organizzatori. E’ il 3° successo 2008, dopo i due colti al Giro di Turchia. Il veneto della Csf Group-Navigare, 26 anni, faceva parte degli 11 battistrada che hanno condotto la fuga da lontano: a 15 km dalla fine ha attaccato con lo spagnolo Perez Lezaun (Euskaltel), che poi ha staccato sull’ultima rampa. Ha concluso con 8” di vantaggio. Terzo, a 27”, il russo Trussov (Tinkoff).

POCHI CENTESIMI – Rivoluzione in classifica generale perché il gruppo del leader Franco Pellizotti è arrivato al traguardo staccato di oltre 11 minuti. La nuova maglia rosa è Giovanni Visconti. Il campione italiano della Quick Step-Innergetic, 25 anni, non era il meglio piazzato nella generale dei fuggitivi: 62° a 1’52” da Pellizotti, mentre il tedesco Russ (Gerolsteiner) era 56° a 1’39”. Ma Visconti prima ha conquistato un abbuono di 6” lungo il percorso e poi, al traguardo, ha preceduto Russ di 7”. I due si sono trovati così a pari tempo, e il calcolo dei tempi nella cronosquadre d’apertura (decisivi in caso di parità) ha premiato Visconti. Nella nuova classifica generale, terzo è Daniele Nardello (Diquigiovanni) a 1’22”.
LA CRONACA – La prima ora va via veloce: 46,8 di media. Dopo 53 km attaccano Mandri, Perez Lezaun e Ochoa. Al km 60 c’è un contrattacco di altri nove: Priamo, Iglinsky, Russ, Gavazzi, Visconti, Nardello, Backstedt, Martens, Trusov. Dopo 76 km Mandri cade ed è costretto al ritiro, così davanti restano in 11. L’andatura resta molto elevata: dopo 4 ore la media supera i 44 all’ora. Il gruppo lascia fare e i battistrada arrivano ad avere fino a quasi 16′, poco dopo Manfredonia. Dopo 184 km tra i fuggitivi tentano l’affondo Priamo, Nardello e Visconti, ma vengono ripresi. Poi l’affondo di Priamo e Perez, decisivo, ai meno 15.


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