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Dispersione scolastica,in Puglia intesa per i minori

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Protocollo tra i ministeri dell’Istruzione e della Giustizia
Un protocollo d’intesa contro la dispersione scolastica di minori sottoposti a condizioni restrittive. E’ quanto è stato siglato lo scorso 24 aprile (e reso noto ieri) tra l’Ufficio scolastico regionale per la Puglia del Ministero dell’Istruzione e il Centro pugliese per la giustizia minorile del Ministero della Giustizia. Le parti così si impegnano a fornire alle proprie pertinenze territoriali le idonee linee di indirizzo per la realizzazione di una strategia comune che affronti il problema della dispersione scolastica dei minori entrati nel circuito penale, con l’ausilio di appositi accordi a livello provinciale. L’intervento si rivolgerà a minori e giovani adulti di età compresa tra i 14 e i 21 anni entrati nel circuito penale. Questi accordi saranno disciplinati dalla costituzione di ‘gruppi interistituzionali a livello provinciale’ ed ‘equipe interistituzionali’. Per Lucrezia Stellacci, direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale e Francesca Perrini, direttrice del centro pugliese per la Giustizia minorile: “L’importanza dell’intesa interistituzionale sta proprio nel raggiungimento della ricerca di soluzioni congiunte. Progetto che potrà essere realizzato attraverso la definizione di obiettivi condivisi per affrontare i fenomeni presenti nella nostra Regione che alimentano un diffuso disagio minorile presente in molteplici forme e dimensioni nella scuola e nella società, contribuendo ad alimentare la dispersione scolastica, nonché la fuga da parte dei minori dalle regole del vivere civile e sociale, dando spesso origine a scelte di devianza”. I gruppi interistituzionali dovranno assicurare la partecipazione degli operatori e dei propri servizi per l’attivazione di un modello organizzativo- operativo che coinvolga più referenti istituzionali presenti sul territorio. Inoltre dovranno promuovere l’accompagnamento delle equipe interistituzionali nella definizione delle prassi operative integrate attraverso incontri di carattere informativo, di confronto e di intervento, in relazione ai fabbisogni formativi indicati dagli operatori coinvolti nella sperimentazione. Tra gli impegni rientra anche il favorire dell’integrazione di soggetti immigrati anche tramite l’utilizzo di progetti di mediazione culturale a supporto delle attività di alfabetizzazione primaria che si svolgono all’interno delle strutture dei servizi minorili. Le equipe con cadenza periodica dovranno valutare e monitorare i risultati dell’intervento anche sulla base delle relazioni finali e produrre poi con cadenza annuale la verifica del lavoro svolto.


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