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Peschici ringrazia la “Madonna del mare”. E se la prende con lo stato

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La striscia nera, a tratti intervallata dalla macchia mediterranea, è il segnale che stai per spostarti da Peschici a Vieste. L’ombra del fuoco spento sale sulle col­line, poi scende verso il mare e all’improvviso s’arresta, non appena t’allontani dall’abitato di Peschici: due curve e c’è di nuovo il verde.
Ma in un punto solo, dov’è la chiesa dedicata alla Ma­donna di Loreto, lei che salvò due secoli anni fa i pescatori da una tremenda tempesta ed oggi protegge chi affronta le onde, con la «collabo­razione» dell’altra Vergine, che qui è venerata come la «Madonnina del mare». La chiesa ha «respinto» il fuoco del luglio scorso e qui più d’una volta, in quest’anno, s’è gridato al mi­racolo. Le fiamme non hanno neanche annerito i muri e risparmiato i pini, quelli che circondano l’edificio. Più in là, poche decine di metri, cenere e distruzione. «È un miracolo – si dice sicuro Stefano Pupillo, prima devoto, poi albergatore – solo un miracolo poteva salvare la chiesa dalle fiamme». In agosto i peschiciani ringraziarono la Madonna, la processione si snodò dal centro cittadino, per chilometri, sino alla chiesa. Quan­do la devozione è forte, quando ci si sente «gra­ziati» da mani celesti, le iniziative si rinnovano. E gli osanna al cielo diventano anche occasione per un buon augurio, l’estate qui sta per entrare nel vivo. Così, in occasione della processione in barca della «Madonnina del mare», Peschici vi­vrà, il 31 maggio prossimo, anche la sua prima sagra pre-estiva. «La Madonnina – dicono gli organizzatori – protegge i pescatori e dobbiamo ringraziarla anche per aver aiutato chì ha soc­corso i turisti, sfidando il mare, il vento e le onde, oltre che il fuoco. Grazie al suo aiuto, siamo riusciti a portare in salvo tutti i nostri ospiti e nessuno s’è fatto neanche un graffio.».
Doppia festa, allora. Prima la processione e poi i festeggiamenti, che qui chi vuol dare una mano è ben accetto, che sia Dio o uomo.
E gli uomini, almeno alcuni, hanno fatto già la loro parte. E non sono stati eletti dal popolo
sovrano, ma adottati da quello peschiciano. «Qualche giorno fa – dice il titolare del «Centro Internazionale San Nicola», Giuseppe Violano – abbiamo avuto una gradita sorpresa. Sono stati nostri ospiti – ed è stato un evento inaspettato – alcuni turisti coinvolti nell’incendio del luglio scorso. Hanno ricomprato le auto, le attrezza­ture, i camper e le roulotte. Sono stati da noi, proprio qui dove hanno visto la morte nel cuore. E la migliore risposta ai nostri sforzi. Nono­stante tutto». E il «nonostante tutto», quello che Violano quasi sospira, è riferito alla burocrazia, quella che ai turisti scampati alle fiamme ha già detto troppi «no». C’è un foglio che ha fatto il giro di mezza Europa, porta l’intestazione della Pre­fettura di Foggia. Il preambolo lo saltiamo, of­friamo solo una sintesi del senso. Ai turisti spetta solo un risarcimento per l’auto, consi­derato bene indispensabile, al netto della som­ma erogata dall’assicurazione privata. Per tanti, quasi per tutti, zero euro. Non sono state ri­tenute indispensabili, ovvero beni primari, né le roulotte bruciate né tantomeno i camper. Fi­gurarsi l’attrezzatura da campeggio: nessuno di questi oggetti sarà rimborsato, parola dello Sta­to italiano. «E una vergogna – tuona Violano – una vera vergogna. Lei tornerebbe nel posto dove ha perso tutto e nessuno vuole concederle neanche un euro di risarcimento?» Certo che no, la risposta è scontata, mentre gli operatori turistici assistono ai botta e risposta tra assessori, Apt, vertici della Regione e i con­sorzi che li rappresentano. E con antica saggezza mettono mano alla calcolatrice, fanno i conti, lasciano i listini invariati, alcuni li ribassano del lo, persino del 15 per cento. A soffrire sono gli operatori alberghieri, per loro la vita è diventata ancor più difficile dopo il 24 luglio. <<I nostri prezzi – dicono – sono ancora più bassi dell’estate 2007. Per fortuna i nostri clienti, quelli che pre­notano da decenni, non ci hanno abbandonato>>. Altrimenti loro sarebbero sul lastrico, perché i turisti s’orientano verso gli appartamenti, an­che in sei in una sola casa, aderiscono alle offerte dei villaggi vacanze che possono permettersi d’offrire fine settimana a prezzi stracciati. L’al­bergo per tanti è un lusso, solo il viaggio da Milano a Peschici costa quasi mille euro, la benzina è aumentata, l’autostrada anche, cal­cola le soste negli autogrill preda di bimbi an­noiati e affamati. Il denaro nelle tasche degli italiani, ed anche degli europei è sempre di meno, «altro che incendio, l’Italia ha le tasche vuote» ed è vero ma non sempre, ché un im­prenditore d’Avellino ha rischiato di «finire a quel paese», quando ha prenotato un appar­tamento per tre mesi: gli han creduto solo quan­do s’è presentato in carne ed ossa. Con l’ac­conto.


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