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Peschici, fermi tra le carte bollate i fondi regionali per gli incendi

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La Regione eroga un milione di euro. E in Prefettura a Foggia, per ora, vince la burocrazia.
Timbri e firme. Protocolli e raccomandate, la burocrazia non si smentisce mai, il botta e risposta tra uffici dura mesi, è spesso dialogo tra interlocutori sordi. A Peschici è già estate e le strutture danneggiate dall’incendio sono riaperte: non è arrivato un euro di contributo, gli operatori turistici hanno fatto tutto da soli. E i fondi promessi si sono persi nei corridoi, come spesso accade. Purtroppo. La storia inizia il 27 novembre 2007, quando la Giunta regionale delibera lo stanziamento di un milione di euro in favore dei Comuni colpiti dall’incendio del 24 luglio. La Giunta dispone «la destinazione prioritaria delle somme disponibili al ripristino di opere pubbliche danneggiate dall’evento calamitoso e al finan­ziamento di progetti per la messa in sicurezza del suolo». Quindi precisa che «sulle risorse com­plessive, entro un limite massimo del 15 per cento, possano essere previste erogazioni aggiuntive esclusivamente in favore delle im­prese turistico-ricettive ai sensi dell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri». L’ordi­nanza, all’articolo 5, disponeva l’erogazione di un contributo pari a 30mila euro. La Regione, con delibera, raddoppia: «L’elevazione di tali provvidenze è disposta, in ragione dei danni patiti, sino ad euro 60mila». Tutto a posto? Neanche per so­gno. Perché inizia il valzer delle carte e dei protocolli. Con chi? Con la Prefettura di Foggia, in­dividuato come soggetto attuato­re. In un paese normale, più o me­no normale, due, tre mesi sareb­bero sufficienti per chiudere la pratica. In Italia invece no. E neanche in Puglia. E così, mentre la Regione incalza la Prefettura e la Prefettura incalza la Regione, i mesi passano. Sino ad arrivare a maggio, la primavera è sbocciata, i turisti sono già in spiaggia. Il sei del mese in corso, nuova nota degli uffici della Prefettura, che avrebbero già da tempo dovuto erogare i denari della Regione. «Con riferimento a quanto segna­lato anche all’assessorato ai lavori pubblici, con nota dell’ufficio am­ministrativo del 23\4\2008 – scri­vono i funzionari della Prefettura – si rivolge invito a far conoscere gli interventi prioritari da finanzia­re, tenuto conto che le somme impegnate, in conto capitale, han­no un vincolo di destinazione che dovrà essere necessariamente in­dicato allo scrivente. Ciò – pro­segue la nota – in considerazione del fatto che le attività di questo ufficio, finalizzate esclusivamente all’attuazione delle disposizioni dell’ordinanza sopra richiamata, non consentono l’assunzione di indirizzi operativi discrezionali». Tradotto: siamo a maggio e in Prefettura non conoscono ancora quali siano i soggetti beneficiari dei fondi. In Regione sono convinti d’aver fatto tutto, poiché l’elenco degli «interventi prioritari» è stato già consegnato a chi di dovere. C’è di più: stilarlo non era neanche compito della Regione. In definitiva, ai Comuni non arrivano i fondi, agli operatori turistici neanche e il risultato evidente, qui a Peschici, è che lo Stato è avvertito come soggetto assente, se non addirittura ostile. Allargano le braccia, così, anche i funzionari che in Prefettura non possono dare corpo alle richieste di risarcimento: sul conto corrente appositamente istituito non c’è l’ombra di un euro. Nel frattempo, sempre dalla Regione, l’assessore al turismo, Massimo Ostillio, si dice disponibile a utilizzare «i fondi accantonati dall’ assessorato regionale al turismo per il sostegno ai sistemi turistici in caso di emergenza», a valere su apposite risorse del Por Puglia – misura 4.15. «Sono abituato a mantenere le promesse, tutta la mia parte l’ho fatta, la faccio e la sto facendo», dice Ostillio e nulla di più, a conferma della fama che lo vede politico silente ma operoso. Ebbene, i fondi ancora spendibili sono circa tre milioni di euro: parte dei finanziamenti andrebbero al Gargano: il condizionale è più che mai d’obbligo, ci mancherebbe.


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