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Provincia – QUANTI SCONTENTI IN GIUNTA

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Le civiche che hanno appoggiato Pepe chiedono l’intervento di Fitto. Fibrillazione fra i partiti. Agostinacchio (Destra): "Sembra come avessimo perso".

A quattro settimane dalla vittoria di Pepe al ballottaggio, la formazione della nuova giunta, la prima del centrodestra all’Amministrazione provinciale di Foggia, continua a rimanere una bozza, uno schema di buone intenzioni che rimane però tale e che provoca malumori, prese di posizione, critiche. L’ultima in ordine dei tempo è delle civiche, in particolare della Capitanata prima di tutto, la lista ispirata dal ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, chiamato in causa dai promotori della lista ma anche dai candidati e dagli eletti al Consiglio provinciale.

In un documento, infatti, pur rinnovando l’adesione ed il sostegno al neopresidente Pepe, la lista Capitanata prima di tutto chiede a Fitto di intervenire su Pepe «perché la costituente formazione amministrativa della Provincia di Foggia possa annoverare, tra i componenti della giunta, un rappresentante della Lista La Capitanata prima di tutto quale momento fortemente qualificante ed aggregante, per il prosieguo di una positiva esperienza politica e per il contributo determinato e determinante profuso nella competizione elettorale». Non è tutto. Ieri Alleanza nazionale ha tenuto una lunga riunione dove, da quel che si è capito, sono stati ribaditi i concetti già formulati al neopresidente Pepe a conclusione dell’esecutivo provinciale del partito. La Destra di Storace, invece, continua ad esprimere dissenso per il metodo ed i criteri che, al momento, vedrebbero il partito guidato da Paolo Agostinacchio fuori dalla giunta insieme alle civiche ma non alla Rosa Bianca che, invece, dividerà i due assessorati riservati ai centristi che al primo turno hanno sostenuto il candidato presidente Enrico Santaniello. Durissimo Agostinacchio: «Stiamo trasformando una vittoria in una sconfitta a causa di questa confusione che, certamente, non dipende dal neopresidente Pepe con il quale ho avuto più di uno scambio positivo». Ad avviso dell’ex sindaco di Foggia, Agostinacchio, il problema «è esclusivamente politico e non sulle persone che sono tutte apprezzabili». «Con questi criteri che non si capisce come siano stati fissati, e cioè che nessuno che sia stato coinvolto in precedenti amministrazioni può diventare assessore, come se fosse un reato averlo fatto, si sta dicendo alle forze politiche che non possono esprimere persone capaci e competenti ed in tutta franchezza questo mi pare esagerato», dice ancora Agostinacchio. Resta lo schema suggerito da Pepe, e cioè di tre assessori di fiducia del presidente e di sette assessori di nomina dei partiti: per il presidente, a meno di ripensamenti, di saranno Corrado Magistro, Billa Consiglio e Leo Di Gioia; per i partiti, invece, Vito Guerrera (Udc), Nicola Vascello (Rosa Bianca), Stefano Pecorella (FI), Antonio Montanino o Antonella Sammarco (FI), De Monte, Paolo Mongiello (questi ultimi due consiglieri provinciali) o Paolo La Torre (sempre Forza Italia), primo dei non eletti e nell’uno 0 nell’altro caso o in Consiglio provinciale o direttamente nella giunta. Per Alleanza nazionale do- ‘ vrebbe esserci Romano D’Antonio. Il secondo assessore di An sarebbe rivendicato da Forza Italia perché – a parere dei forzisti – Alleanza nazionale avrebbe il secondo assessore nella figura di Leo Di Gioia, attuale capogruppo al Comune.


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