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Grazie ai fondi UE a Vieste si stanno restaurando le “antiche mura”

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Continua l’azione di recu­pero del centro storico di Vieste, classi­ficato tra i più belli di Puglia, con l’avvio dei lavori di restauro delle antiche mura urbiche che un tempo cingevano il bor­go. Si tratta di un intervento radicale non solo di recupero ma anche di messa in sicurezza dei bastioni della fortezza, poi trasformata in convento, di San Fran­cesco, quasi a picco sul mare all’estrema punto della omonima penisoletta.
I lavori, frutto di un finanziamento dell’Unione europea e della Regione Pu­glia ammontante a circa due milioni di euro, consistono nella ricostruzione di tutte quelle parti della mura deteriorate o addirittura divelte dalla forza degli agenti atmosferici che le hanno rese an­che pericolose per possibili crolli. I lavori riguardano anche la pavimentazione in pietra locale di alcune strade del borgo, particolarmente frequentate dai turisti. I lavori di restauro delle mura urbiche si spingeranno fino alla Cattedrale costeg­giando tutto il barbacane, vale a dire l’antica cinta urbana con mura spesse oltre tre metri intervallate da torri d’av­vistamento ed archi che costituivano gli ingressi al borgo antico. Una volta restaurate, le mura urbiche saranno messe in risalto da illuminazio­ne artistica, che indubbiamente conferi­rà alle antiche testimonianze della storia di Vieste un aspetto suggestivo e spet­tacolare se si pensa che gran parte dei bastioni costeggiano il mare. Una ulte­riore attrattiva turistica per Vieste che ha necessità di rilanciarsi dopo i disa­strosi incendi della scorsa estate. E sempre in materia di lavori pubblici, hanno finalmente preso il via nel bacino portuale i lavori di dragaggio della spiag­getta venutasi a creare da diversi anni nell’ambito del molo sud, all’altezza dell’ormeggio della lega navale. Da alcu­ni giorni è in azione una pala meccanica che sta scavando la parte superficiale della sabbia depositatasi nel corso degli anni e che, come detto, aveva dato vita ad una vera e propria spiaggetta, tra l’altro divenuta anche ricettacolo di rifiuti. La sabbia, una volta dragata, sarà de­positata sull’ampia banchina a ridosso del lungomare Europa dove è prevista la realizzazione della zona cantieristica del porto turistico. Nei prossimi giorni giun­gerà una draga che scaverà la parte più profonda dei fondali imo a raggiungere un pescaggio di circa tre metri. I lavori in corso sono possibili grazie ad un finanziamento regionale erogato circa sette anni fa, per l’importo com­plessivo poco superiore a 200 mila euro. Una lunga vicenda burocratica, arenata­si, è il caso di dire, nei meandri degli uffici del genio civile di Foggia, che ha progettato l’intervento, per fortuna giun­ta a conclusione. Quella spiaggetta, oltre a costituire un vero è proprio cattivo biglietto da visita per il porto di Vieste, si è rivelata un vero pericolo per la navigazione da diporto, tanto che la zona è rimasta quasi sempre inutilizzata. Ora si spera che quanto pri­ma prendano il via anche i lavori di dra­gaggio delle restanti zone del bacino por­tuale, in particolare di quella situata all’imboccatura del porto davvero peri­colosa per lo scarso fondale.
Gianni Sollitto


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