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Riceviamo e pubblichiamo

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Aereoporto a Vieste- Osservazioni –
Premesso che gli aeroporti si fanno in quadro regionale e nazionale di trasporti che individuano in aree prive di qualsiasi connotazione naturalistica (no parchi), religiosa (no santuari)e archeologica (no scavi e necropoli) ed economiche (no siti antropizzati con attività produttive), trovo pertanto che l’idea di un aereoporto sul Gargano e soprattutto la scelta del sito è assurda  perché:
–    La zona in cui dovrebbe realizzarsi è una cerniera tra il parco nazionale del Gargano e la costa, quindi due realtà paesaggisticamente  rilevanti, che andrebbe preservata e  valorizzata anziché devastata da un intervento di questo tipo. Non a caso tale area è  connotata zona 2  nel piano del Parco del Gargano con tutte le limitazioni connesse a tale connotazione.
–    La zona immediatamente adiacente ed in parte la zona interna all’area individuata  è notevolmente antropizzata, con numerose case abitate, appartamenti e case per vacanze, residences e villaggi turistici  riconosciuti di pubblico interesse e trainanti l’economia locale oltre ad attività di ristorazione, pizzerie, parcheggi roulottes, ecc. C’è quindi una realtà produttiva che basa la sua economia sulla tranquillità e la pace della zona, lontana dai centri abitati e da connotazioni urbane,  che sarebbe annientata da un intervento aereoportuale con una conseguente notevole perdita di posti di lavori .
–    Il sito è adiacente  al santuario di S.Maria di Merino, la cui funzione religiosa, notevole durante la stagione estiva, sarebbe drasticamente inficiata e compromessa con un grave danno per i turisti di tutti i villaggi e case e residences della zona che attualmente non sono costretti, per ascoltare una messa, ad andare a Vieste ed affrontare tutte le problematiche connesse alla carenza di parcheggi. Un tale intervento inoltre distruggerebbe la nostra memoria storica-religiosa del sito, quale tappa ultima della processione di S.Maria, e luogo di sosta dei pellegrini. Non ci dimentichiamo quanto è successo per la collina di S.Giorgio, ormai ridotta ad un sito residenziale cementificato privato di ogni connotazione religiosa.
–    Il sito è prossimo ad un’area archeologica di notevole interesse storico (gli scavi di S.Maria di Merino oltre alle necropoli della salata), su cui sarebbe interessante intervenire  in quanto l’estensione degli scavi ed un’adeguata valorizzazione degli stessi nonché un più agevole percorso d’ingresso alle necropoli aiuterebbe il turismo ad uscire dalla palude del turismo-legato-al-mare-e-basta, incentivando il percorso della destagionalizzazione.
La realizzazione dell’aereoporto, con la  conseguente cementificazione della zona distruggerebbe la piana agricola-olivetata  che costituisce un unicum verde  di notevole pregio che ben compensa le aree agricole distrutte da incendi e urbanizzazioni varie. L’economia agricola della zona è ben visibile  nella particolare attenzione riservata alla cura dei campi  e nell’assenza totale di campi abbandonati  e/o trascurati. Tale economia sarebbe  distrutta in quanto è ampiamente dimostrato che l’aereoporto e l’indotto aeroportuale è fortemente inquinante e danneggerebbe irreversibilmente le colture ed i prodotti ad esse connessi.                            
 

                            Natale Denittis


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