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L’Hospice Don Uva spegne la sua prima candelina: è ormai una realtà

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L’importanza delle cure palliative per migliorare la qualità della vita di quelli che la medicina tradizionale definisce “malati terminali”. Questo l’obiettivo e la missione dell’Hospice oncologico Don Uva di Foggia del complesso ospedaliero Santa Maria Bambina che proprio in questi giorni ha spento la sua prima candelina.
Attrezzato e realizzato secondo criteri qualitativi altissimi l’Hospice, nei primi dodici mesi di attività, ha totalizzato 175 ricoveri, con 3922 giornate di degenza, assistendo malati di un’età compresa tra i 29 e i 92 anni. “Dopo l’assistenza nella struttura foggiana – spiega il dottor Michele Totaro, Primario dell’Hospice Don Uva – ben 162 pazienti sono stati in grado di tornare a casa. Il nostro obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita sia curando lo stato fisico, ma anche quello psicologico, quello sociale e donando conforto spirituale a queste persone”. “Di fronte a malattie come il cancro – ha aggiunto Costanzo Natale, Presidente dell’Associazione Amici dell’Hospice Don Uva – il malato ha tre possibilità: o andare incontro all’abbandono, o l’eutanasia, o scegliere un’assistenza sociale, medica e umana come quella che offre l’Hospice. A Foggia il cancro è causa di circa il 50% dei decessi, un aumento di questa patologia si registra in tutta Italia ed è per questo che è necessario continuare ad investire in queste strutture e in questi metodi”. Ospite d’onore del convegno che ha festeggiato il primo anno di attività dell’Hospice Don Uva nella sala Amgas, il dottor Marco Spizzichino, Funzionario del Ministero, che ha dilettato il pubblico con una lettura magistrale che ha evidenziato l’importanza delle cure palliative non solo per gli adulti ma anche per i bambini che soffrono di particolari malattie. “E’ importante sul tutto il territorio nazionale – ha precisato Spizzichino – creare una rete di residenza ospedaliera, residenza hospice, residenza domiciliare e residenza domiciliare integrata. Negli ultimi anni diversi gli interventi normativi a favore degli Hospice e ora il Ministero è impegnato nel dialogo con le Regioni per favorire la creazione di reti di cure palliative pediatriche, che siano di supporto non solo per i bambini, che hanno bisogno di una particolare assistenza rispetto agli adulti ma anche per le famiglie, che spesso vengono lasciate sole”. Il tema dell’assistenza domiciliare è stato il filo conduttore di tutto l’incontro, proprio perché l’Hospice Don Uva ha da tempo aperto un dialogo con l’azienda sanitaria locale che spera di chiudere concretamente al più presto, al fine di fornire un servizio completo. “Abbiamo bisogno – spiega Giuseppe d’Alessandro Direttore Sanitario dell’Ospedale Santa Maria Bambina di Foggia – di una continuità assistenziale, i nostri pazienti una volta stabilizzati hanno paura di tornare a casa, di non ricevere la stessa assistenza, sentiamo quindi l’esigenza di portare avanti un discorso di assistenza domiciliare e ci impegneremo per questo”. Attualmente l’Hospice garantisce 12 posti letto per malati terminali in stanza singola, con elevatissimo comfort, ed assicura, anche, il soggiorno 24 ore su 24 con trattamento alberghiero di un famigliare del paziente ricoverato e tutto totalmente gratuito. Per questo al fine di continuare ad offrire tanta qualità i responsabili sperano che la Regione Puglia al più presto si impegni a riconvertire le rette, “che sono – conclude d’Alessandro – le più basse d’Italia”. Al dibattito hanno preso parte anche Giovanbattista D’Errico, Rocco Laricchiuta, Daniela Pedà e Antonella Attanasio, che hanno con la propria esperienza nel campo arricchito il dibattito con interessanti spunti. Momento toccante è stata la testimonianza di Luisa Migliaccio, che ha raccontato l’esperienza di suo padre all’Hospice, sottolineando l’umanità e la professionalità con la quale vengono accolti i pazienti. Altrettanto commovente il documentario “Come sul mare”, scritto e diretto da Ciro Dattoli, con la realizzazione tecnica di Videoreporter Produzioni Televisive, che ha illustrato l’attività e le particolarità dell’Hospice Don Uva di Foggia, che oggi grazie alla sua professionalità è ormai una realtà.


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