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Caro gasolio, marinerie ferme

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Il ministro delle Politiche Agricole Zaia ha annunciato che e’ in arrivo un pacchetto di misure a sostegno dei pescatori. Nel frattempo le marinerie di molti paesi europei continuano il fermo.
Il gasolio costa troppo, i costi di gestione salgono e mancano controlli nelle importazioni: questi i motivi della protesta che coinvolge anche i nostri pescatori, circa cinquemila persone.
a Mola di Bari resta chiuso il mercato ittico: il pesce piu’ fresco risale a giovedi’ sera, quello avanzato ieri si vendeva a prezzi stracciati, giusto per non buttarlo.
Identica situazione anche a Termoli, con stato di agitazione permanente e continue riunioni. Agitazioni anche a Manfredonia. Nell’ultimo anno il prezzo del gasolio è aumentato del 200 per cento e non accenna a diminuire.
Ogni mese un peschereccio può spendere tra i 6 e i 9mila euro di carburante.
A questo va aggiunta l’iva, il banco al mercato ed i costi di manutenzione, più o meno altri mille euro, oltre ai 100 euro di paga giornaliera per i marinai.
Nelle prossime ore le marinerie italiane si riuniranno a Civitavecchia.


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